Skip James, veri profumi del Mississippi

Si chiamava Nehemiah, come un antico re che fece la storia di Israele, ma si faceva chiamare Skip, Skip James, e a modo suo ha fatto la storia del blues del Mississippi. Veniva da Bentonia, nella contea di Yazoo, e suonava la chitarra (prevalentemente in accordatura aperta di Re minore) come nessun altro, con un suono guizzante e pulito sulle note alte e le linee di basso ipnotiche. Il suo stile «fingerpicking» era unico e ricordava più i virtuosi del Piedmont Blues che quelli del Delta. Sono pochi i bluesmen, di tutti gli stili, ad aver dimostrato la consapevolezza culturale della propria musica che aveva Skip James. Molti studiosi si sono interrogati se considerare la sua opera una creazione individuale o la testimonianza di una scuola (o tradizione) locale presto scomparsa. Sarebbe questa la cosiddetta scuola di Bentonia, che comprendeva artisti come Jack Owens e che oggi è perpetuata da Jimmy «Duck» Holmes nel suo locale-baracca Blue Front Café. La tesi della scuola di Bentonia è però molto debole da sostenere, resta invece l'eccezionale espressività di James e del suo canto leggero, sempre aperto al falsetto e all'invenzione vocale. Era anche un pianista dallo stile imprevedibile e variegato, come dimostrano brani quali 22-20 e If You Haven't Any Hay Get On Down the Road. Chiuso e riservato, James era un tipetto mica da ridere, contrabbandiere di whisky clandestino che girava sempre armato e non esitava a estrarre la pistola. come racconta la sua biografia Devil's Got My Woman. I suoi 18 classici, tra cui spiccano Devil Got My Woman e I'm So Glad (portata al successo dai Cream) del 1931, sono raccolti nello splendido cd Early Recordings.