Soltanto, l'artista folk pop che vive «on the road»

Antonio Lodetti

Ha studiato scienze politiche, era incanalato verso una vita comoda e borghese ma lo ha preso la febbre della strada... Così ha imbracciato la chitarra («l'ho rubata a mio fratello quando avevo 15 o 16 anni, e ho preso anche il libretto degli accordi di papà»), ha scelto un nome semplice e anonimo come Soltanto e ha cominciato a girare per l'Europa suonando agli angoli di strada. E ha avuto successo, tanto che adesso è molto conosciuto in Austria, Svizzera, Polonia ma anche da noi, dove si è appena esibito a Milano, in piazza Duomo in un coinvolgente duo con la violoncellista Bruna Di Virgilio. Ora si è organizzato e per le sue (continue) tournée gira con un grosso camper americano apribile, che si trasforma nel suo palco personale. Chi non lo incontra per strada e non conosce le sue ballate spruzzate di folk, può ascoltarlo sull'album Skye, uscito da poco con fresche e intense ballate come Tutta la vita davanti, Thea, Un viaggio lungo un mondo. Gli chiedi se gli interessa la carriera discografica, i talent, insomma fare carriera risponde sí, mi interessa, «ma voglio soprattutto preservare la mia dimensione di strada, la mia vita è la strada, la dimensione in cui mi esprimo meglio». parte con le canzoni dei suoi idoli, gli Oasis, per attirare l'attenzione e poi snocciola i suoi brani per un pubblico attento e ammirato. Suona da solo, con la Di Virgilio o con il violoncellista tedesco Nikolaus. «All'estero bisogna fare un'audizione per suonare in strada, da noi è complicato accedere al suolo pubblico».