«Sono un attore demenziale e ora recito con un gorilla»

Il film esce il 10 gennaio con una trama ricca di equivoci e nonsense. Nel cast anche la Capotondi

Federica Volpe

È tra i primi e più famosi youtuber italiani, ma dall'esordio sul web, con un canale costituito più che altro da scherzi telefonici, Francesco (Frank) Matano, classe 1989, ne ha fatta di strada. Con una comicità resa ancora più buffa dalla goffaggine del protagonista, l'attore campano è approdato in tv con programmi come Le Iene e Italia's Got Talent fino ad arrivare al grande schermo. Il 10 gennaio esce al cinema Attenti al Gorilla di Luca Miniero, per Matano la sesta esperienza cinematografica. Il protagonista della pellicola è appunto un gorilla che l'avvocato Lorenzo (interpretato proprio dal giovane comico) dovrà portarsi a casa dopo aver fatto causa allo zoo della città. La convivenza tra i due sarà tutt'altro che facile, ma gli equivoci saranno assolutamente esilaranti, proprio come lo sono state le stesse riprese, per le quali non è stato elaborato nessun espediente digitale: ad interpretare il gorilla era un attore dentro un costume. «Lo chiamavamo il gorilla inglese, perché c'era veramente un uomo di nazionalità inglese all'interno dice Matano - Il costume era pazzesco, addirittura c'era un'altra persona che, per mezzo di bacchette, muoveva il viso del gorilla per cui le espressioni risultavano assolutamente autentiche».

Niente effetti speciali?

«No, e la cosa più divertente era che Peter, l'uomo all'interno del costume, sul set soffriva molto il caldo, allora da dietro la maschera, durante i tempi morti imprecava spesso e l'uomo con le bacchette allora muoveva il viso del gorilla, mimando le sue espressioni arrabbiate. Era esilarante».

Vi siete divertiti un mondo, insomma.

«Sì, è stato fantastico girare con Luca Miniero perché lascia ampio margine creativo sul set, è il secondo film che facciamo insieme. Il cast poi è pazzesco, c'è Francesco Scianna, Diana Del Bufalo, Lillo, Cristiana Capotondi, un gruppo di persone dall'enorme talento e dalle quali ho potuto imparare moltissimo. In più ho girato a Salerno, vicino casa mia, c'è qualcosa di meglio?».

Lei ha basato sull'ironia la sua intera carriera. Quanto è importante per lei far ridere il pubblico?

«È assolutamente fondamentale, un bisogno fisiologico per me. Sono sicuro che dipenda da qualche recondito problema psicologico infantile, non è bello sentire costantemente il bisogno di ricevere consensi».

Sente questa necessità anche adesso?

«Sempre, perché in fondo sono un timido e ho grande difficoltà ad esprimermi. Internet in questo mi ha aiutato moltissimo, è un luogo che permette di sperimentare quale filtro usare nella vita, aiuta a conoscere noi stessi, ma allo stesso tempo può illuderci e intaccare il nostro ego. Tuttavia ha molti più lati positivi che negativi, grazie al successo dei miei video ho avuto il coraggio di fare i primi provini cinematografici. Internet mi ha dato la sicurezza che non ho mai avuto».

Questa grande influenza social la spaventa, qualche volta?

«C'è una doppia faccia: la prima è che per assumersi la responsabilità di avere a che fare con un pubblico così vasto bisogna essere persone mature. Parliamo a milioni di utenti, non è uno scherzo. L'altra faccia è che dobbiamo costantemente censurarci per non offendere nessuno. Siamo costantemente al limite tra autocensura e libera espressione, bisogna trovare il giusto equilibrio ed essere sempre sinceri».

Quale ruolo sogna nel futuro?

«Sono contentissimo dei risvolti che la mia carriera sta prendendo perché sono molto positivi. Non ho mai pensato ad un ruolo specifico, ma il sogno più grande sarebbe quello di fare un cartone animato. Dicono che recito solo in commedie demenziali e in Italia questo termine ha un'accezione negativa, ma il demenziale è il mio genere preferito. In America indica una comicità surreale, forse la più alta forma d'ironia a cui io aspiro, quindi mi auguro di diventare un grande attore di film demenziali».