Sottile racconta il buio «Prima dell'alba»

Il conduttore sbarca in prima serata con il suo format (un po' cambiato)

Una spirale che sembra un inferno dantesco diventa location per il racconto dell'universo notturno in tutte le sue declinazioni. È la Rampa, un luogo simbolico, fulcro della nuova edizione di Prima dell'alba che, da lunedì 17 giugno andrà in prima serata su Rai3 per sei puntate con il nuovo titolo Prima dell'alba - La Rampa. La conduzione è sempre di Salvo Sottile, girato rigorosamente di notte dentro a questo straordinario edificio romano, nei pressi di largo Preneste, di proprietà comunale ma in disuso. «Una struttura pazzesca, una specie di Guggenheim della quale io e Salvo ci siamo innamorati e abbiamo ottenuto dal Comune i permessi per farne la location della trasmissione», spiega Simona Ercolani, patron di Stand by Me, la società che produce il programma. La Ercolani, che ha anche ideato Prima dell'alba, tiene a sottolineare che lo spirito del programma «è quello di raccontare, scoprire pezzi di realtà, senza però giudicare. Il nostro motto - ribadisce - è sempre no judge».

La trasmissione è in linea con la mission di Rai3 e del suo direttore Stefano Coletta, che è quella di raccontare il reale in tutte le sue declinazioni. Le storie raccontate da Salvo Sottile con l'aiuto di tre inviati (Raffaele Di Placido, Rossella Ricchiuti e Nicole Di Giulio) vanno dalla semisconosciuta mafia foggiana, al Ponte di Genova, ai riti a metà tra paganesimo e fede dei vattienti di Verbicaro in Calabria, fino alla notte buia del covo di Forza Nuova o alle questioni sollevate dalla legittima difesa. Storie diverse rispetto a quelle raccontate nell'edizione andata in onda in seconda serata che tornerà in autunno sempre su Rai3. «In prima serata non potevo affrontare gli stessi temi dell'edizione di seconda serata, quando andavo nei locali di scambisti raccontavo del tizio che si faceva avvolgere nudo nel cellophane. Sono sempre storie notturne, o meglio, storie che hanno a che fare con la realtà che va dal sociale alla cronaca, raccontate però con il punto di vista della notte, ma anche delle voci». E così Sottile porta in studio la madre di un giovane ucciso dalla mafia foggiana e uno dei pentiti in una specie di faccia a faccia, il padre di un ragazzo ucciso durante un banale litigio da un altro ragazzo, e infine Corrado Augias e Vito Mancuso a disquisire di fede.