Spettacoli

Pezzi di storia che rotolano per il pendio del tempo. In un’epoca, la nostra, che ha sempre più fretta di inseguire il futuro. E che ha perso la capacità di riconoscere la sacralità dei simboli del passato. Il leggendario Hotel Des Bains - così perfetto, così sontuoso ed, ebbene sì, così impeccabilmente snob - chiude i battenti. Non per sempre, questo no. Ma lo fa in un momento in cui la sua presenza si rendeva fondamentale: come un vecchio divo di Hollywood dal carattere impossibile, lo storico albergo di lusso al Lido di Venezia si nega proprio quando i riflettori si fanno bollenti, e puntano il proprio fascio di luce verso la 67esima Mostra del Cinema. Il tempio in stile liberty nato allo scoccare del XX secolo, in piena Belle Epoque, marcherà visita insomma, causa ristrutturazione: tra i cuori pulsanti della vita festivaliera, epicentro della mondanità divistica, l'Hotel Des Bains si appresta a conservare il suo volto più scintillante - vale a dire le suite - per cedere terreno, nel vero senso del termine, a una serie di alloggi privati. Per la precisione, settanta. Venticinquemila metri quadrati (prezzo al mq previsto: 15.000 euro) immolati alla crisi e concessi a danarosi privati affamati di visibilità e di una gloria in odor di cinematografia. Tra le sue mura - amate da Thomas Mann e da Luchino Visconti, e non a caso qui il grande regista girò scene del suo Morte a Venezia, ma anche da attori di ieri e di oggi come Clark Gable e Keira Knightley - non si svolgerà il tradizionale cocktail di chiusura della Mostra. Gli ospiti, più o meno illustri, frequenteranno dunque gli altri non meno celebri hotel della Laguna, tra cui l'Excelsior (dove, dopo la proiezione del film d'apertura di Darren Aronofsky Black Swan è previsto il buffet di inaugurazione), l'Hotel Cipriani (alloggio prediletto di star come Sophia Loren e George Clooney), l'Hotel Gritti sul Canal Grande o il Cipriani e l'Ausonia & Ungaria, al Lido. Senza dimenticare l'Hotel Danieli, in piazza San Marco, dove il 31 agosto è atteso il cocktail party Kill Spritz organizzato dalla storica rivista cinematografica americana Variety in onore di Quentin Tarantino, presidente della Giuria Internazionale del Concorso. E così, sopravvissuto perfino a un incendio (che peraltro non lasciò danni seri, avvenuto nel febbraio del 2008), l'Hotel Des Bains di Venezia si arrende alle leggi del tempo e dell'economia, si prepara a tornare abile e arruolato per la prossima stagione, ma perdendo pezzi. Un restyling che, probabilmente, lascerà affranto - ovunque sia al momento - lo storico impresario dei balletti russi Sergej Pavlovic Djagilev, che qui morì nel 1929 dopo avervi alloggiato a lungo. Drastico il commento del regista Stephen Frears, che con The Queen a Venezia vinse il Premio della Critica nel 2006: «Questo rappresenta la fine di un'era. Sono solo felice che Dirk Bogarde (indimenticato interprete di Morte a Venezia di Visconti) non sia vivo per vedere tutto questo».