Spettacoli

Sì, c’è la frammentazione dei pubblici. E ci sono pure i nuovi media, «i nuovi supporti» - dal web agli smartphone - con cui i prodotti dell’audiovisivo possono essere fruiti. Però, per adesso, la tv generalista è ancora al centro del sistema della comunicazione. Sarà la preoccupazione di tutelare il core business di Mediaset perché «la tv generalista rimarrà ancora a lungo l’unica in grado di fare certi ascolti». O sarà uno sguardo più allargato di quello che si concentra sul pubblico giovanile che, per esempio, ieri affollava la sala Pio XI della Cattolica di Milano, fatto sta che Pier Silvio Berlusconi ha un approccio più realistico all’esplosione della «televisione convergente». I nuovi decoder che consentono di registrare gli eventi, il sistema on demand, le catch up tv, la rete che permette la visione in streaming: tutto questo sta cambiando la tv nel modo di consumarla e nei contenuti. Ha provocato la rottura del palinsesto tradizionale. Così, la frammentazione degli ascolti avanza e «fa un po’ paura». Ma Berlusconi jr cita con soddisfazione l’ingresso nella tv a pagamento che ha rotto «un monopolio assoluto» di Sky.
Ad intervistare il vice presidente di Mediaset sul successo «convergente» dei programi tv c’era Aldo Grasso nella doppia veste di professore universitario e critico televisivo del Corriere della sera, nonché autore della ricerca di Link appunto su «La televisione convergente» realizzato con Massimo Scaglioni. Lo spunto è venuto subito dall’attualità, ovvero l’audience di Vieni via con me (9 milioni) e del Grande fratello (5 milioni). Il primo considerato un esempio di «tv impegnata, il secondo un reality che si guarda con diffidenza. Tuttavia - ha osservato Grasso - non dobbiamo dimenticare che la nuova televisione si è sviluppata proprio con l’arrivo del Grande fratello». Il vice presidente di Mediaset ha preso la palla al balzo per ricordare le titubanze degli esordi, prima di accorgersi che il Gieffe «era un campione di multimedialità, fruibile in tanti modi, dalla puntata settimanale, alla striscia quotidiana, alle finestre 24 h sulle piattaforme digitali, ai programmi indotti come quelli della Gialappa...». La versatilità del Grande fratello è talmente evidente che Mediaset è dovuta ricorrere alla magistratura per tutelarne l’esclusiva dopo che i contenuti del reality erano stati diffusi da YouTube.
Ma oltre a essere una sfida dettata dalla tecnologia, la convergenza si rivolge anche alla produzione e al consumo. E i terreni dove si esercita maggiormente sono l’informazione e lo sport. «Soprattutto l’informazione - ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi -. Non a caso Mediaset sta ripensando il progetto originale di All News. Non sarà una sola rete, ma un’agenzia che produrrà informazioni con un linguaggio adatto alla tv, al web, agli smartphone eccetera». Quanto alle altre reti free del digitale terrestre, il 26 novembre partirà Mediaset Extra, un canale con il meglio delle produzioni del Biscione, mentre Italia 2, il canale digitale dedicato ai giovani, è rimandato. Più vicina sembra invece la realizzazione di un canale Over the Top Television, una rete visibile via internet sul televisore.