Lo spot della Pausini: "Se siamo simili siamo tutti uguali"

Niente nastro arcobaleno per la Pausini. Ma al termine della sua esibizione: "Se siamo simili siamo tutti uguali. E dobbiamo proteggerci, non dividerci"

Su Twitter è già il simbolo del Festival di Sanremo. Laura Pausini non calca il palco dell'Ariston indossando nastri arcobaleno a sostegno delle unioni omosessuali. Ma per due volte le sue parole lanciano un messaggio molto chiaro: "Se siamo simili siamo tutti uguali. E dobbiamo proteggerci, non dividerci".

Da Carlo Conti la Pausini viene presentata come "la donna dei record". La cantante, con un lungo abito ricamato dalla gonna ampia rosa e nera, si esibisce in un medley dei suoi tre successi Invece no, Strani Amori e Vivimi. Il pubblico è in delirio e urla il nome della cantante. "Vi ringrazio, è una grande emozione per me - dice l'artista, unica italiana ad aver vinto un Grammy Awards - Sanremo è la casa che mi ha cambiato la vita quando avevo 18 anni". "Sono l'unica ragazza di Solarolo ad aver vinto il festival di Sanremo - precisa la cantante, scherzando - sono venuta qui a 18 anni senza sapere cosa fosse, ora ho più paura perché so che Sanremo è tosto. La gente che mi ha votato dopo 23 anni viene ancora ai miei concerti. L'Italia è casa mia".

Conti le chiede come concilia il ruolo di cantante con quello di madre."Sono fortunata perché mia figlia è nata pazza come me - spiega l'artista - perché ama viaggiare, ha già fatto il giro del mondo". Sul palco, Conti porta la giacca con cui Laura Pausini si è esibita a Sanremo nel 1993. Subito prima di esibirsi con il suo brano di quell'epoca, La solitudine, intervallandosi al filmato di quell'anno, come se fosse un "duetto" con se stessa. La Pausini ringrazia Conti e dice: "Mi ritrovo in quella persona lì, quella bambina lì del video".

C'è anche il tempo per annunciare che dal primo aprile sarà con Paola Cortellesi su Rai1. E ci sarà un tour subito dopo. "Il tour più bello della mia vita - aggiunge la Pausini - solo in Italia faccio gli stadi. Vi aspettiamo". Poi, prima di lasciare il palco dell'Ariston, la Pausini lancia un messaggio sin troppo chiaro: "La parola Simili, nome dell'album, rappresenta un fatto importante per me, ovvero essere uguali e differenti, rispettare le persone che incontriamo anche se sono diverse da noi - spiega la Pausini - mi piace pensare che le persone simili possano proteggersi e non dividersi". E si esibisce, appunto, nella canzone Simili, che dà il nome al suo ultimo album. Tutto l'Ariston, al termine, si alza in piedi in un'ovazione e lei urla: "Carlo Conti è un figo!".

Commenti

ziobeppe1951

Mar, 09/02/2016 - 23:02

Frase rivolta ai negri nel ricordar loro che le donne vanno rispettate e non violentate

Silvio B Parodi

Mer, 10/02/2016 - 05:32

no pausini non siamo simili io non sono uguale al negro che violenta le donne e uccide.... tu sei un CAPRA.

swiller

Mer, 10/02/2016 - 06:45

Bel discorso di...............

Ritratto di Paola Tavoletti

Paola Tavoletti

Mer, 10/02/2016 - 07:26

Fanno schifo tutti: la Rai, i cantanti, e il festival. La Pausini ha rotto, insopportabile. E poi siamo tutti uguali un cavolo, nel Paese de 'i più uguali degli altri'. Comunque io non l'ho visto e non lo vedrò, il baraccone buonista allineato.

claudioarmc

Mer, 10/02/2016 - 07:38

Solita cretinata da star milionaria con guardia del corpo annessa; canta che è meglio, sei solo un juke-box con le gambe

Ritratto di enzo33

enzo33

Mer, 10/02/2016 - 09:59

No cara Pausini, alcuni siete "diversi" e vi spacciate per migliori degli "uguali" la sta il problema...

giovanni PERINCIOLO

Mer, 10/02/2016 - 10:19

@ Silvio B Parodi. D'accordo quasi su tutto, infatti perché insultare le capre?? Le capre al confronto sono animali nobili e utili, la pausini no!

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Ven, 12/02/2016 - 19:49

LA PAUSINI HA RAGIONE, VENDOLA E LA BELEN SONO SIMILI....