Standing ovation per la Bertè. Poi Sanremo si fa un po' punk

A Motta con Nada il premio per il miglior duetto. Convincono i Negrita con Ruggeri e Paci. Anastasio spariglia le carte

Finiscono Achille Lauro e Morgan nel primo duetto punk della storia del Festival di Sanremo. Ma prima Loredana Bertè si era presa la seconda standing ovation consecutiva (stavolta in coppia con Irene Grandi) e Motta con Nada avevano dato un tocco d’autore alla serata musicalmente più completa del Festival.

Se l’era inventata Tony Renis quindici anni fa, ha cambiato più volte identità ma in questa edizione la “serata dei duetti” ha trovato un sostanziale equilibrio: ciascun concorrente chiama un amico/collega/idolo e reinventa la propria canzone in gara. Serata top.

Con poco cabaret e due ospiti naturalmente musicali. Il primo Ligabue, che si è divertito giocando con Claudio Bisio mentre interpretava il proprio nuovo singolo "Luci d’America", il super classico "Urlando contro il cielo" e "Dio è morto", duettato con Baglioni senza infamia e senza lode in onore di Francesco Guccini.

E se Motta e Nada prendono il premio per il miglior duetto (consegnato dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti), Mahmood ha fatto la sorpresa chiamando Guè Pequeno, mai visto prima a Sanremo, e i Negrita hanno spiegato che cosa significhi fare un incrocio tra il loro rock, la voce sempre punk di Ruggeri e la tromba pazzesca e infinita di Roy Paci. Ma mica è stata solo un’esibizione vocale.

Il Volo ha chiamato il violinista Alessandro Quarta che, essendo più o meno sconosciuto al grande pubblico, ha scatenato entusiasmo per il proprio virtuosismo.

Risultato super per Simone Cristicchi ed Ermal Meta insieme, esattamente come per Ghemon con Diodato e i superlativi Calibro 35 in stile polizziottesco anni ‘70. Un po’ meno per Nino D’Angelo e Livio Cori con Sottotono e Boomdabash con Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano, che non sono riusciti a dare una sostanziale sferzata di energia, mentre The Zen Circus e Brunori Sas hanno mostrato una buona amalgama.

Insomma, oltre al ricordo di Baglioni della tragedia del ponte Morandi ("Proprio questa mattina è iniziata la demolizione di ciò che resta di quel ponte"), è stato Anastasio a sparigliare le carte. Dopo un monologo (moscio) di Claudio Bisio, il vincitore di X-Factor è entrato con un rap sul conflitto tra padri e figli che lascia senza parole. "Il mestiere di padre" diventerà il nuovo singolo di Anastasio ed è già ora la conferma che questo ragazzo ha un futuro.

Commenti
Ritratto di pierluigiv

pierluigiv

Sab, 09/02/2019 - 07:21

l'eta' media dei protagonisti del Festival ci dice una cosa ben chiara, cioe' che in Italia ci restano solo i figli del boom economico degli anni 60-70, i giovani son tutti fuggiti all'estero.