La star di «Glee» finisce la sua favola a Vancouver

Il copione sembra lo stesso di tutte le star travolte dai soldi e dal successo facili, morte troppo presto. Anche per Cory Monteith, trentunenne protagonista canadese del musical televisivo Glee, potrebbe aver prevalso il fascino dell'autodistruzione. Se n'è andato un pilastro della fortunata serie targata Fox (cinquanta milioni di spettatori in tutto il mondo), che da quattro anni interpretava la parte del quarterback Finn Hudson e, com'è accaduto alla cantautrice Amy Winehouse o a Heath Ledger (l'indimenticato Joker de Il Cavaliere Oscuro) il trapasso è avvenuto in solitudine, in una stanza di passaggio lontana da casa e dagli affetti.
Cory Monteith, nato a Calgary, Alberta, era sceso venerdì al Fairmont Pacific Rim Hotel di Vancouver, in Canada. Però sabato, dopo una nottata di baldoria con gli amici, non si è presentato alla reception per consegnare le chiavi. È bastato questo a far scattare i controlli da parte del personale dell'hotel: il corpo esanime dell'attore, i rilievi di rito, le dichiarazioni del coroner che fanno sorgere un triste sospetto. Secondo il vicecapo della Polizia di Vancouver, Doug Leopard, non si notavano segni di violenza, dunque Cory è possibile che sia morto per un mix di alcol e droga, proprio come è successo a Jimi Hendrix, compreso nella «generazione 27» insieme alla Winehouse o a Kurt Cobain, icone tragicamente finite nel ventisettesimo anno d'età. «Abbiamo avvertito solo i membri della famiglia», ha scandito Leopard, essendoci poco da aggiungere.
Eppure Monteith - che al suo attivo oltre alla famosissima serie aveva film d'impatto come Final Destination 3, Conciati per le feste e Il respiro del diavolo - già questa primavera, ad aprile, aveva cercato il riscatto. Dopo aver frequentato un programma di riabilitazione per abuso di stupefacenti, Cory sembrava parlare dei suoi eccessi adolescenziali quasi con un pizzico di saggezza: «Sono fortunato a essere ancora vivo. Con le mie bravate, mi sono bruciato un sacco di ponti alle spalle», ha dichiarato alla rivista Parade. Nel suo percorso di recupero, l'attore aveva potuto contare anche sull'appoggio della fidanzata Lea Michele, anche lei nel cast di Glee. Poi forse è ricaduto nell'abuso di sostanze. Come in passato. Non era infatti il primo tentativo di “rehab” per Cory: già a 19 anni aveva dovuto far ricorso alla disintossicazione. «Mi facevo di tutto e con tutti», riconosceva lui. «Non ho parole, il mio cuore è spezzato», ha commentato la collega Dorothy-Marie Jones, che in Glee, brillante show basato su canzoni pop -con star come Gwyneth Paltrow a fare comparsate di lusso - interpreta la coach Shannon.
«Che tragedia: perdo un amico e un attore formidabile», ha subito twittato l'attore Zooey Deschanel. Naturalmente, sulla pagina Twitter di Glee si rincorrono i commenti, tanto da fare della morte di Monteith uno degli argomenti più discussi della rete. Ironia della sorte Cory Monteith stava per partecipare a All the Wrong Reasons. Ragioni sbagliate, appunto.