Gli Statuto (già scartati) «svelano» i big di Sanremo

La band di Torino pubblica la lista dei concorrenti Tutto vero o burla? Lo sapremo soltanto lunedì

Paolo Giordano

Intanto gli Statuto non perdono il vizio di provocare. E anche stavolta prendono di mira il Festival di Sanremo. Ventiquattro anni fa cantavano Abbiamo vinto il Festival di Sanremo, immaginandosi le conseguenze di una ipotetica vittoria all'Ariston.

Stavolta fanno di più: sul loro profilo Facebook confermano di non essere stati selezionati per la nuova edizione e pubblicano quella che chiamano «la lista (quasi) definitiva dei Big di Sanremo 2017». Eccoli, uno per uno con tanto di casa discografica reale o presunta: «Fiorella Mannoia (Sony), Francesco Renga (Sony), Marco Masini (Sony), Chiara Galiazzo (Sony), Giusy Ferreri (Sony), Fabrizio Moro (Sony), Sergio Sylvestre (Sony), Gigi D'Alessio (Sony), The Kolors (Baraonda), Elodie (Universal), Fausto Leali o Michele Zarrillo (entrambi con Universal), Clementino (Universal), Nesli (Universal) o Briga (Honiro/Sony) o Baby K (Sony), Paola Turci o Ron (Warner), Marco Carta o Renzo Rubino (Warner), Francesco Gabbani (Bmg), Amara in duetto con Paolo Vallesi (Ida), Ermal Meta (Mescal), Loredana Berté (Warner) o Al Bano (Sony) o I Nomadi (Indi Records), Samuel dei Subsonica (Sony) o Levante (Carosello), Ludovica Comello (casa discografica da definire), Bianca Atzei (Baraonda) o Raphael Gualazzi (Sugar)».

A dire il vero, non c'è nulla di nuovo, sono sostanzialmente le indiscrezioni che circolano da settimane su tantissimi siti di news in attesa che lunedì sera Carlo Conti comunichi su Raiuno la lista definitiva dei 22 big (Sarà Sanremo dalle 21.30, diretta su Radio2 con Carolina Di Domenico ed Ema Stockholma).

Però lo sfogo un po' rosicone di una band sedicente esclusa «all'ultimo» (solo Conti può confermarlo) si è immediatamente amplificato sui social scatenando il solito effetto domino. Insomma, dopo poche ore sembrava che gli Statuto avessero in mano la lista definitiva e avessero deciso di pubblicarla per ripicca. Non a caso ieri la stessa band torinese ha scritto sempre su Facebook che «visto che la realtà supera sempre la fantasia, ci teniamo a sottolineare che l'elenco è frutto di una ricerca fatta su vari siti». Però, certo, o gli Statuto hanno sottovalutato le dinamiche dei social network oppure hanno voluto giocherellare ancora una volta a modo loro. In fondo lo fanno da decenni, conservando pulita la loro fedina da mods, e anche adesso, guardando il loro calendario di concerti e di pubblicazioni discografiche, non hanno smesso di piacere al pubblico.

In ogni caso sono entrati di diritto nella solita baraonda sanremese su possibili cantanti in gara ed eventuali vallette affianco a Carlo Conti (tra le voci più o meno anticipate e più o meno smentite, Valeria Marini, Pamela Prati e Miriam Leone).

In ogni caso, neanche a farlo apposta, proprio ieri pomeriggio la Rai ha comunicato che i Big in gara saranno appunto 22 (prima erano 20) a causa «delle proposte musicali di alto livello ma anche numerose» e ci saranno conseguenti ripescaggi. Per chiarirci, nelle prime due serate del festival, che parte il 7 febbraio, si esibiranno 11 campioni per sera. Di questi i primi 8 di ciascuna serata (con voto della Sala Stampa e del Televoto, influenti al 50% ciascuno) accederanno di diritto alla «semifinale» del venerdì. Gli altri sei (tre per sera) prenderanno parte a un «torneo eliminatorio» al giovedì. Due saranno poi eliminati e gli altri quattro si aggiungeranno ai 16 per la sfida a 20 del venerdì quando (con giuria di esperti al 30%, Demoscopica sempre al 30 e Televoto al 40) si sceglieranno i 16 campioni finalisti per la vittoria del sabato. In sostanza un meccanismo complesso che però ha la forza di filtrare le canzoni attraverso criteri di valutazione molto diversi e di tenere comunque alta la tensione fino alla fine. Se poi i cantanti in gara dal 7 febbraio saranno gli stessi generosamente rivelati dagli Statuto, allora una volta tanto saranno confermate le indiscrezioni. Se invece ci sarà qualche colpo di scena, allora tutto rientra nell'inevitabile ridda di ipotesi che da mezzo secolo ingolfa l'attesa del Festival. Dopotutto anche questa è una parte dello show.