Stefano De Martino da Fazio: "Amici è stata ​l'ultima occasione, mio padre era contrario"

Ospite di "Che tempo che fa" su Rai Due, De Martino ha raccontato come la popolarità lo abbia aiutato a conquistarsi un posto in tv e di quanto sia stato difficile affermarsi nella danza anche contro la volontà del padre

Stefano De Martino è stato uno dei protagonisti dell'ultima puntata del programma di Fabio Fazio "Che Tempo che fa". Il ballerino e conduttore televisivo è apparso a suo agio seduto sulla poltrona inclinata di ventidue gradi, proprio come la stanza del suo programma "Tutto è possibile", dove attori e ospiti improvvisano scenette surreali. Tra una battuta e l'altra, Stefano De Martino ha ripercorso le fasi salienti della sua ascesa in tv, da quando lavorava come fruttivendolo per pagarsi gli studi di danza all'esordio come presentatore.

"Avevo dieci anni - racconta De Martino a Fazio - quando ho cominciato a fare danza, una scelta anomala per il territorio in cui vivevo ma, d'altronde, mio padre era un ballerino. Per pagarmi gli studi di ballo che si tenevano il pomeriggio la mattina alle 5 andavo a vendere frutta, la sera ero stanco morto ma almeno mi mantenevo". Nonostante il padre fosse un ballerino professionista, l'uomo non ha mai spalleggiato il figlio a intraprendere la sua carriera anzi. Stefano De Martino ha raccontato a Fabio Fazio che il papà è sempre stato contrario: "Lui ha sempre remato contro la mia scelta di diventare ballerino, mi diceva: 'La vita da artista non te la consiglio, sarà una vita di sacrifici, non farai mai niente con la danza...'. ma io insistevo, anche se non è stato facile. Quando ho fatto il provino per "Amici" è stata l'ultima chance che mi sono dato, perché fino ad allora ero arrivato sempre ad un passo dal farcela ed ero stanco".

Ironico e sarcastico, Stefano De Martino ha svelato di aver dovuto rinunciare al sogno di una vita in almeno due occasioni: "Avevo fatto i provini per lo spettacolo di Gianni Dorelli al Teatro Sistina, mi prendono. Penso: 'Ho svoltato', invece Dorelli ebbe un malore la tournée venne annullata e io tornai a casa disperato. Stessa cosa con il Balletto di Toscana: mi scelgono per entrare nel corpo di ballo, second cast, ma non potevo mantenermi a Firenze e sono dovuto tornare a casa. Quando ho visto mia madre le ho detto che avrei smesso con la danza e avrei fatto il fisioterapista per lo meno avrei messo le mani addosso a qualcuno". Poi la confessione finale: "La danza non si è persa niente, ero un ballerino ma non certo Roberto Bolle, so mascherare bene i miei difetti".