Per lo Strega il mondo si è fermato a Roma

Massimiliano Parente

C ronaca di una morte annunciata al premio dei morti viventi: Antonio Moresco. Escluso dalla cinquina, come era prevedibile e come avevo scritto sul Giornale in tempi diciamo non sospetti (quelli dello Strega sono sempre sospetti, con anni di anticipo durante i quali si decidono i vincitori con accordi tra i soliti editori), è il vero sconfitto morale. In sintesi, dopo aver passato una vita a denunciare il potere editoriale e le massonerie letterarie, Moresco ha convinto Antonio Franchini (passato a Giunti) a farlo partecipare allo Strega, con un romanzo che si intitola L'addio. Primo paradosso: sei così distante dalla mondanità e brighi per andare allo Strega? Secondo paradosso: nessuno crede all'addio di Moresco. Dopo la retorica dell'esordio (Moresco per due decenni ha continuato a esordire, ogni libro un piagnisteo), ci aspetta un'altra sfilza di romanzi sull'addio.

Intanto a prendere più voti sono stati due: Edoardo Albinati e Eraldo Affinati. Non si saprà mai chi dei due vincerà, tra i giurati catatonici chi penserà di aver votato Affinati avrà votato per Albinati e viceversa, e io stesso non ho mai capito la differenza. In compenso Mondadori quest'anno ha optato per il fair play: anziché saltare il turno per dimostrare qualcosa all'antitrust, prende tutto, il primo e il secondo posto, tanto sono uguali. Con due foglie di fico: Giordano Meacci, edito da minimum fax, e Elena Stancanelli, la femmina nuda su La nave di Teseo, sebbene la più bella resti Elisabetta Sgarbi, femme fatale sempre vestita e sempre smaltata di rosso. C'è anche Vittorio Sermonti, una cinquina tutta di romani, un premio regionale (la Stancanelli è l'unica nata a Firenze, ma romana d'adozione).

Tornando al povero escluso, Thomas Bernhard l'aveva spiattellata lì perfetta: «Ricevere un premio è come farsi cagare in testa». Di premi ne ricevette senza neppure candidarsi, sbranando ministri e portandosi via del denaro. Aldo Busi, più pragmatico: «Siate contrari solo ai premi che non danno a voi». Moresco inaugura un nuovo paradigma: sono vecchio, questo è il mio ultimo romanzo, datemi questa merda di premio. Facendosela fare in testa gratis.