Su Sky torna X-Factor, ingredienti diversi ma la stessa minestra

Solite dinamiche, ritmo identico, consumata dicotomia tra evidenti talenti canori e personaggi che, anche a La Corrida, sarebbero risultati sopra le righe

Settembre, mese di ripartenze per il palinsesto tv. E stasera è toccato al tanto atteso debutto di una delle teste di serie della stagione di Sky: X-Factor. Nona edizione. Il talent canoro più seguito del piccolo schermo, anche quest’anno, cambia formazione. Già, perché la diceria popolare "squadra che vince non si cambia", per il programma delle ugole d’oro, non è mai valsa. Ogni edizione ha visto un rimpasto, più o meno azzeccato, nella giuria che deve valutare il talento delle migliaia di voci speranzose di farcela.

Da segnalare il debutto in giuria di Skin e il ritorno di Elio (de Le Storie Tese) che affiancano i veterani Mika e Fedez. Un quartetto armonioso (anche troppo) ad una prima impressione. E la cantante degli Skunk Anansie sarà certamente una star internazionale, una stella nel firmamento del rock, una voce unica, ma non parla bene italiano. Problema non certo di poco conto in un programma della televisione italiana. Infatti, per i suoi frequenti interventi in inglese sono stati necessari i sottotitoli. Avrà senso questa scelta in un talent fatto anche (e soprattutto) di continue discussioni e confronti tra i giudici? Nulla lascia ben sperare.

Quello che già da questa prima puntata sembra chiaro, è che in pochi si sono accorti dell’assenza di Vittoria Cabello, giudice non proprio incisiva. Ma senza Morgan, c’è la possibilità che X-Factor 9 perda quella verve da litigio selvaggio, battute al veleno e colpi di testa, anzi di teatro, a cui il front man dei Bluvertigo ci aveva abituati in questi anni. E di "Revolution", come recitavano gli spot andati in onda a tutte le ore del giorno e della notte in questi mesi, ne vedremo poca. Solita dicotomia tra evidenti e riconoscibili talenti canori e personaggi che, anche nello storico programma La Corrida, sarebbero risultati sopra le righe. Per il resto, stesse dinamiche, ritmo identico allo scorso anno. E a quello prima e quello prima ancora. Pare che non basterà la presenza delle band (per la prima volta ammesse al talent) per portare a termine la tanto annunciata rivoluzione musicale.