Un successo della Rai e della musica italiana. Baglioni: "Tornare? Vediamo cosa offrono..."

È stata l'edizione migliore degli anni Duemila. I nomi di Fiorello e Pausini

nostro inviato a Sanremo

Ora c'è solo da festeggiare. E pensare al futuro, cioè al prossimo Sanremo. Archiviata questa edizione che è stata un successo di critica e di pubblico (58,3 per cento di share la finale, 52,2 la media delle cinque serate, miglior risultato degli anni Duemila), già sono partite le scommesse su chi sarà il prossimo presentatore. Perché dopo che Baglioni è riuscito a superare Carlo Conti e tutti quelli che lo hanno preceduto in termini di apprezzamenti del pubblico, non si può non pensare che ci abbia preso gusto e sia stuzzicato dall'idea di riprovarci. Certo, lui in autunno è impegnato in un lunghissimo tour e sta preparando un nuovo album. Però viste le doti di direttore, presentatore, organizzatore, showman che ha dimostrato, magari potrebbe riuscire a incastrare tutti i pezzi della sua vita. Nella conferenza stampa di chiusura, ha continuato a scherzare sull'argomento. L'altro ieri aveva detto di non sentirsi abbastanza corteggiato dalla Rai e allora via al siparietto con il direttore di Raiuno Teodoli che gli ha portato un mazzo di fiori. E lui di rimando: «Finora mi hanno dato solo fiori e opere di bene... vediamo se mi offrono altro...». Poi ha spiegato: «Prima prenderò le distanze dall'accaduto per vedere bene quanto successo. Tra 3-4 giorni rientrerò in studio di registrazione per riprendere un disco di cui non ricordo nulla. Ho avuto l'onore e il privilegio di arrivare in cima alla scala di Sanremo, quello che potrei fare per il prossimo anno -ha riso- è cambiare il regolamento e presentare un pezzo per le nuove proposte». Il direttore di Raiuno risponde che prima si fa un progetto, poi si decide a chi affidarlo. Intanto però, oltre a Baglioni, si fanno i nomi di Fiorello, corteggiato da infiniti anni e anche di Laura Pausini.

Insomma il Festival ha vinto non solo perché ha messo al centro la canzone italiana, ma soprattutto perché Baglioni ha costruito ogni pezzo dello spettacolo attorno alla musica stessa, ogni sketch, ogni intervento, ogni intervista giocava attorno a un brano. E, dunque, ora si merita anche di passare alla cassa. Con tutti i brani del suo repertorio cantati tutte le sere e con il brano creato apposta come sigla di Sanremo incasserà un sacco di royalties. E, con lui, anche i colleghi dell'agenzia Friends and Partners che gestisce i suoi concerti e quelli dei numerosi cantanti in gara e ospiti al Festival che ora partiranno tutti in tour e faranno il pieno di spettatori grazie alla risonanza sanremese. Però quando le scelte sono giuste, e hanno successo, il resto passa in secondo piano. Successo non solo per Baglioni, ma anche per la Rai, che da questo festival esce rafforzata. Già, Raiuno da mesi ha intrapreso una strada virtuosa che unisce qualità e ascolti, continuata dall'inizio di quest'anno con i concerti da Vienna e Venezia, la serata su Raiuno, i bellissimi documentari di Alberto Angela, le fiction. Figuratevi che botto di ascolti farà il nuovo episodio di Montalbano stasera....