Suggestione e monocromia carte vincenti di Labini

Emanuele Beluffi

E Giuseppe Sylos Labini (Bari, 1952) è un artista che opera nella seconda e terza dimensione: disegno, pittura, scultura. Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Bari, declina la propria ricerca artistica nei concetti di «abitare» e «co- abitare». Non si pensi tuttavia a suggestioni estetico/funzionali legate al design: la produzione d'arte di Labini esula da esiti necessariamente pratici. Due le direttive: il dissidio desolazione/moltitudine, che s'incarna nella solitudine dell'uomo globale e la fanciullesca (in senso pascoliano) ironia con cui l'artista ci mostra questa realtà ossimorica. Nei disegni e olii su tela come nelle sculture in terracotta la diade solitudine/moltitudine ricorre come il basso continuo in una composizione musicale, con grattacieli minimali e le loro cellule abitative di soggetti soli anche quando sono ammassati in 4 o 5 e con le installazioni in cui la potenza di un uomo solitario sull'altura di un basamento cilindrico (scultura in terracotta) fronteggia una folla lieve raffigurata (olio su tela) sulla sommità di un basamento che sembra una piazza claustrofobica al di là della quale si apre il nulla. Codice identificativo è la monocromia, un azzeramento della tavolozza a partire dall'iniziale tensione al colore.