«Superman meglio di Batman Lui fa sempre la cosa giusta»

Il protagonista del film di Zack Snyder che mette in scena il conflitto fra i due miti: «Ottiene risultati senza rompere alcun codice morale»

Sara Friscoda Los AngelesGli occhiali dietro i quali si nasconde Clark Kent devono funzionare anche per il suo interprete, Henry Cavill. Classe 1983, inglese delle Channel Island, Cavill veste l'attillata tutina di Superman da quando nel 2013 uscì L'uomo d'acciaio, ma in pochi lo riconoscono. «Riesco ancora ad avere una vita normale, basta imparare qualche trucco, basta non andare ad ogni tappeto rosso e ad ogni festa hollywoodiana alla quale sei invitato». Da domani Cavill torna al cinema, diretto da Zack Snyder (lo stesso di Watchman e 300), in Batman v Superman, film che ruota attorno al conflitto, anche filosofico, tra i due eroi mascherati, metafora del rapporto dell'uomo con Dio, in perfetto stile Snyder e Dc Comics. Ad interpretare il rivale Batman è Ben Affleck, chiamato a far parte di un cast stellare composto anche da Jeremy Irons, Laurence Fishburne, Diane Lane, Holly Hunter, Amy Adams e Jesse Eisenberg nei panni del nemico Lex Luthor. C'è anche Wonder Woman, interpretata dalla bellissima attrice israeliana Gal Gadot.Mr. Cavill, il sogno di ogni bambino e del bambino che rimane in ogni adulto, è indossare quella tuta.«Io sono riuscito a realizzarlo. È davvero una tuta che ha poteri speciali. La indosso e la gente mi tratta diversamente, mi guarda diversamente, quando non ce l'ho sono un Clark Kent qualsiasi. Ero a Times Square, l'altro giorno, indossavo una maglietta di Superman. Sono stato fermato due volte, uno mi ha chiesto indicazioni stradali, un altro di fargli una foto con la fidanzata».E quando la riconoscono invece?«Cerco di essere me stesso. Non sempre è facile».Superman in questo film sembra trasformato, sembra più maturo.«Certo, la sua è un'evoluzione, una crescita. Lo vediamo prendere decisioni non del tutto equilibrate all'inizio, e poi imparare, evolversi, crescere. Succede nei fumetti, succede anche nei film. Non avete ancora visto il Superman finale, lui deve ancora arrivare».Ci sarà occasione, sono già previsti altri due film in cui sarà Superman. Non ha paura di rimanere bloccato in un ruolo?«Non m'interessa. Di tutti i personaggi in cui la mia carriera potrebbe essere bloccata, questo è quello che ammiro e amo di più».La comparazione fra Batman e Superman sembra una comparazione fra volontà e potere. Batman è un uomo reso superiore dalla sua volontà, Superman è potente senza bisogno di fare molto.«Io credo che questa sia una concezione sbagliata. Superman ha una volontà di ferro e spesso non viene capito. Credo che la questione sia più fra l'idea di ottenere un risultato a tutti i costi e ottenerlo invece senza rompere alcun codice morale. Superman è speranza, è giustizia. Sa sempre come agire, qual è la cosa giusta».Anche Batman, no?«L'approccio di Batman è più oscuro. È guidato dalla rabbia, dal dolore. Io preferisco Superman, genuinamente, da sempre».Il mondo descritto nel film è pieno di nemici e paure, a volte incontrollate e non sempre reali. Trova ci sia un parallelo con il mondo contemporaneo?«Ci sono parallelismi, certo. Zack Snyder e il suo team hanno creato una realtà che rispecchia il mondo d'oggi, in cui il sospetto e la diffidenza alimentano la paura. Il ponte che unisce la realtà con la fantasia del film è davvero facile da attraversare».Chi è il suo supereroe nella vita?«Mio padre, la mia famiglia, i miei amici, le persone che amo e ammiro e di cui seguo l'esempio. Mia madre è la mia Wonder Woman. Sono cresciuto in una famiglia di uomini. Sono il secondo di quattro fratelli. Mia madre ci teneva a bada tutti, cinque uomini compreso mio padre».Che superpotere vorrebbe avere? Per fare cosa?«Vorrei guardare un oggetto complesso una volta sola e capirlo e saperlo usare immediatamente e completamente».Quale non vorrebbe avere?«Non vorrei leggere nella mente degli altri, è uno spazio che non vorrei invadere».La sua bellezza è mai stata un ostacolo?«Se lo è stato non me lo hanno fatto sapere. Non mi sono mai sentito dire sei troppo bello per questa parte. Però una cosa mi succede, la gente quando parla con me si rivela sorpresa e finisce col dirmi: Ti avrei pensato più stupido».