Supersalone Torino-Milano a regia unica? Pura utopia

La questione del doppio Salone del libro Torino-Milano ha preso da ieri, al termine del vertice al Mibact (a cui hanno partecipato il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, il sindaco di Torino Chiara Appendino e di Milano Giuseppe Sala) una piega alla House of Cards. Al termine dell'incontro, il ministro Franceschini ha annunciato «un'intesa raggiunta affinché si lavori per la costruzione di un unico evento, che metta insieme Milano e Torino nelle stesse date e lavori su una differenziazione di ciò che farà ciascuna delle due città e che punti ad avere un'unica governance». E ci si rivede martedì per vagliare le ipotesi raccolte da un tavolo composto da Massimo Bray presidente della Fondazione per il Libro per Torino, Renata Gorgani presidente della Fabbrica del Libro SpA per AIE e FieraMilano, e i «bipartisan» Rossana Rummo e Arnaldo Colasanti (Mibact).

Insomma, secondo il ministro dopo mesi di frattura sarebbero sufficienti otto giorni per creare un Supersalone conciliatorio con sedi diverse ma nelle stesse date, sotto un'unica regia. Quale? Il comunicato di Federico Motta di AIE dice così: «Abbiamo condiviso e discusso la proposta del Ministro e ci siamo presi del tempo per valutare e trovare una soluzione». AIE è pronta a collaborare, quindi, per capire se e come sia possibile evitare «Due piccole fiere in un mercato già fragile». Facciamo sistema, chiede il ministro, anche a fronte di un rafforzamento, in caso di unico evento, di una presenza economica del ministero. Ma il corridoio milanese già chiarisce che c'è un'errata interpretazione del termine governance: può una società quotata in borsa come FieraMilano annunciare al mercato le date di un evento e costituire una società per organizzarlo e poi rimettersi a un'esigenza di governance di stampo pubblico come quella ipotizzata dal Franceschini? Un Salone unico quindi sembra fuori discussione, mentre si può pensare a un coordinamento strategico della comunicazione e degli eventi perché lettori, operatori e mercato internazionale percepiscano i due Saloni come collegati, integrati e interattivi, sul modello di MiTo. Per ora FieraMilano fa parlare AIE, perché la nuova società si è appena costituita. Vedremo che cosa diranno i comunicati de La Fabbrica del Libro quando i ruoli saranno al varo operativo, magari già martedì prossimo.