"Talk, concerti, scienza: Retequattro è pop ma ha un pubblico snob"

Il direttore: "Meno film, più programmi fatti in casa. Voglio rendere la rete calda"

Lui ci prova: infila concerti, programma la scienza, mette attrici a parlare di delitti contro le donne, toglie film visti e stravisti. Però non è facile cambiare il volto di una rete che per decenni è stata marchiata come la televisione delle donne e degli anziani con bassa scolarità: la tv di Emilio Fede, delle soap, della Ruota della Fortuna e di Walker Texas Ranger. Ci hanno provato i suoi predecessori, e ora ci sta tentando anche lui, Sebastiano Lombardi, classe 1970, da due anni direttore di Retequattro, in precedenza responsabile marketing della direzione informazione Mediaset.

Direttore, partiamo dalla cronaca nera: sul suo canale se ne parla molto a Quarto Grado e Terzo Indizio. Ha ragione Fiorello a dire che ce ne è troppa in tv ed è deleteria per i bambini e gli anziani?

"Il problema è la possibile speculazione e spettacolarizzazione: devo dire che nei nostri programmi non mi posso rimproverare nulla. Hanno per oggetto specifico i delitti e questi vengono trattati, dalla curatrice Siria Magri e dal conduttore Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado, nel modo più rigoroso possibile. In generale, ho un po' di preoccupazione per le fasce orarie in cui alcune di queste trasmissioni vanno in onda quando davanti alla tv ci potrebbero essere bambini, ma preferisco che questi argomenti vengano trattati da un buon conduttore piuttosto che nascosti. E, comunque, la cronaca nera ha una funzione sociale importante: mettere in contatto le persone con il loro lato oscuro".

Accanto all'approfondimento, linea editoriale principale, ha cercato di innestare altre tematiche, anche per cercare un pubblico più ampio, che però non è arrivato visto che i risultati del 2016 sono rimasti attorno al 4,5 per cento di share (in prime time) più o meno come nel 2015.

"Che è proprio l'obiettivo che mi è stato chiesto. Il lavoro per trasformare la rete è lungo e complesso. Facciamo una tv delle radici, che guarda al passato non con nostalgia, ma alla ricerca della ricchezza di visioni. Una sorta di supermercato dove si possono trovare molti ingredienti. Il mio intento è di rendere la rete calda, eliminando i film che non rendono più e producendo in casa programmi che servono a sviluppare un rapporto di fiducia con lo spettatore di Retequattro".

Che viene identificato con una fetta della popolazione matura e di bassa istruzione, insomma popolare.

"Io invece penso che il mio pubblico sia snob, perché vuole prodotti ben definiti e delineati, che rispecchiano il suo modo di pensare e di vedere la vita. Per questo ringrazio giornalisti come Paolo Del Debbio, Maurizio Belpietro e altri che sono bravissimi a spiegare con un linguaggio semplice tematiche complesse e a prendere anche posizione".

I concerti come quelli di Marcella Bella hanno avuto un buon riscontro, la scienza spiegata da Alessandro Cecchi Paone meno...

"Infatti, costi permettendo, spero di programmare altri concerti. La settima porta non ha attecchito come speravamo, ma non desistiamo: da febbraio la mettiamo in seconda serata e speriamo di ottenere maggiore riscontro".

E, invece, un vecchio programma che funziona alla grande come il Costanzo Show le verrà sottratto per portarlo su Canale 5...

"Non posso che esserne contento. Mi punto sul petto la medaglia di averlo fatto risorgere insieme a Costanzo, di aver creduto che potesse avere ancora potenzialità. Ha ottenuto così buoni ascolti, fino all'8,5 per cento di share, da far meditare i vertici di riportarlo sull'ammiraglia".

Ma la sua rete così perde ascolti...

"E anche immagine... Troveremo qualcos'altro per sostituirlo in primavera. Ma soprattutto mi spiace non lavorare più con un grande giornalista come lui".

Come è possibile che funzioni ancora uno show che mischia alto e basso, ospitate trash e interviste importanti?

"Proprio per questo motivo: è un talk di parola, commozione e impegno. Costanzo ha la capacità straordinaria di far parlare le persone di cose intime solo guardandole in faccia".

Cosa arriverà su Retequattro nei prossimi mesi?

"Un programma a cui tengo molto è Piccole luci, storie di redenzione e di rinascita di persone che hanno attraversato momenti tremendi o con un passato di delinquenza, come una bambina che ha perso le gambe per una malattia e poi è diventata una ballerina, o un narcotrafficante che ha cambiato vita. Per ognuno dei casi diremo a quali associazioni o istituzioni rivolgersi per cercare aiuto".

Tornerà Barbara De Rossi con Terzo Indizio?

"Certo, appena avremo delle storie interessanti che si prestano a delle instant fiction".

E Barbara Palombelli, la regina degli ascolti di Forum?

"Non ce la facciamo certo scappare... Anzi vorremmo che approdasse in prima serata, ma per farlo dobbiamo trovare un programma alla sua altezza".

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Mer, 18/01/2017 - 17:57

Lombardi dice che “la cronaca nera ha una funzione sociale importante: mettere in contatto le persone con il loro lato oscuro.”. Temo che Lombardi dovrebbe farsi vedere da uno bravo per capire quale sia il suo “lato oscuro” che gli fa credere che la cronaca nera abbia una funzione sociale. E non solo. Se pensa che i punti di forza siano ancora Costanzo, che ormai invece che parlare bofonchia e bisognerebbe sottotitolarlo, o Barbara De Rossi e le sue inchieste su delitti e vecchi merletti, o Barbara Palombelli, quella specie di valium che concilia l’abbiocco post prandiale, mi sa che di lati oscuri ne ha più di uno. In quanto A Del Debbio e Belpietro, avevano cominciato bene. Finalmente, ho pensato, qualcuno fuori dal coro. Invece, per mostrarsi imparziali, hanno reclutato degli ospiti quasi fissi inguardabili ed insopportabili (Fiano, Librandi, Castaldini, Esposito, Malpezzi, imam e mediatori culturali). Risultato; non li guardo più.