Tante parole a vuoto, un'orchestra magica e Garko (auto)ironico

I bei testi delle canzoni sono pochi. I look spesso azzardati. La Ghenea conquista tutti, mamme e papà Il duo Campo dall'Orto e Maggioni non gradisce domande. E l'entusiasmo dei sanremesi è contagioso

dai nostri inviati a Sanremo

PAROLE PAROLE PAROLE

Mica si può pretendere troppo ma un po' sì e stavolta c'è stata una carestia di bei testi. Su tutti Ruggeri e Stadio, poi una spruzzata di Fornaciari, Caccamo/Iurato e Bluvertigo. Per il resto a Sanremo le parole avevano il pilota automatico con una rotta ben precisa: l'amore e i suoi derivati. Voto: 5

NON SPARATE SUL PIANISTA

Spesso non ci si fa caso ma all'Ariston è l'orchestra a fare la differenza, specialmente se ci sono giganti come il primo violino Enrico Giovannini o l'eclettico chitarrista Luca Colombo. Per alcuni concorrenti è stata una salvezza (vedi Alessio Bernabei o il deragliante Fragola). Per tutti gli altri una fortuna. Voto: 9

LA VINCITRICE COMUNQUE

Patty Pravo ha festeggiato mezzo secolo di carriera vincendo il premio della Critica Mia Martini e convincendo più con la resa vocale e scenica che con la canzone, comunque ben arrangiata. Ma, a prescindere dal risultato finale, a quasi 68 anni è un successo uscire a testa alta da un Festival vinto da trentenni o quasi. Voto: da 1 a 10

IL PERDENTE SENZA VOTO

Per anni Morgan ha fatto il giudice di talent show ma qui non ha voluto giudicare la propria performance vocale. A X Factor lo avrebbero scartato al primo casting, nonostante il buon brano. Qui si è salvato suonando bene il basso (anche con una bacchetta della batteria). Dispiace per gli altri Bluvertigo, vittime sacrificali. Voto: s.v.

L'ABITO (NON) FA IL CANTANTE

Va bene che contano voci e canzoni. Ma vestirsi come Arisa non aiuta, specialmente se ti guardano in dieci milioni. La domanda è: ma non è più facile scegliere abiti comuni e provare a vestirli senza arruffarli o indossarli al contrario? Come Sinatra al Caesars Palace di Las Vegas con il papillon al contrario: sempre bravo ma anche no. Voto: 4

IN SNOB WE TRUST

Lo specchio del Paese non è l'Ariston ma la sua sala stampa. Il giornalista tutto d'un pezzo che venderebbe casa pur di avere un'ospitata tv. Quello che lui mai ascoltato un brano di Sanremo. Quello che la Ghenea non ha un italiano corretto (è rumena). Poi dite che la stampa non è lo specchio dell'uomo della strada. Voto: 12

IL WEB DEI FIORI

Il vero Dopofestival è stato quello degli eroi web o social. Ad esempio Benji & Fede, esplosi su internet e qui nella serata cover con Alessio Bernabei. Oppure Guglielmo Scilla in arte Willwoosh esploso su YouTube e protagonista della fiction Baciato dal sole su Raiuno: ad aspettarlo c'era un pubblico che manco per i Duran Duran trent'anni fa. Voto: !

CARLO FOREVER

Porta a casa un secondo Sanremo con i fiocchi, dagli ascolti ottimi, i più alti dal 2005. Un capitano di squadra simpatico, determinato ma pure leggero e battutaro. «Surfa» tra le polemiche, non prende posizioni politiche, include tutti i gusti degli italiani. Si può dire che ha superato il maestro Pippo Baudo? Per lui l'anno prossimo un altro Sanremo, e poi un altro, e un altro ancora... Voto: 9

VIRGINIA ONEWOMANSHOW

Ormai le manca solo un programma tutto suo dove i comici le fanno da contorno. È stata la colonna portante del Festival insieme a Carlo Conti. Bella, magrissima, bravissima, simpaticissima. La prova meno convincente quella di Donatella Versace, la più spassosa Carla Fracci. Le proteste più forti per le sue performance sono arrivate dalla sua pelle, distrutta da ore di trucco. Voto: 8

GABRIEL VERACE

Di persona è più simpatico, ironico e spigliato di quel che è apparso in tv. Un gaffeur spettacolare. Da incorniciare la frase scappata davanti a un gruppo di cronisti. «Certo che lo so l'italiano. Lo sapete per esempio che si dice lo copertone e non il copertone?». Occhi sgranati degli astanti...: «cioè volevo dire si dice lo pneumatico e non il pneumatico». Voto: 7

MADALINA IN LOVE

La modella rumena ha fatto innamorare tutti, grandi e piccini. Con quel décolleté spettacolare, quello stacco di coscia da infarto, quel sorriso luminoso. Commento perfido sul web: «Parla in italiano meglio di Gabriel Garko». È una bambina fatata in un corpo statuario. Non per niente ieri ha voluto incontrare Cristina D'Avena, il mito della sua infanzia. Voto: 8

LEONE VINCITORE SENZA PREMIO

Il direttore di Raiuno esce da Sanremo più forte di prima: ha realizzato un bel festival, con buoni ascolti, tenendo la barra dritta anche tra le polemiche sui nastrini e cantanti pro unioni civili. Uno così dovrebbe rimanere al suo posto, ma il suo destino è già segnato: cambierà poltrona nella tornata di nomine che Campo Dall'Orto annuncerà presto. La direzione del coordinamento palinsesti è un premio o una punizione? Voto: 8

LE LORO ALTEZZE

Il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto e la presidente Monica Maggioni si sono presentati in sala stampa ieri pomeriggio. Prima uno e poi l'altra. Scortati da una sicurezza che neppure Obama, transenne per non avvicinarli, un «pippone» sul servizio pubblico lui, un saluto veloce lei. Vietato fare domande. Nemmeno un commento sul Festival. Questo è servizio pubblico. Non disturbare il manovratore... Voto: 3

VIVA IL POPOLO SANREMESE

Sono in tantissimi, sciamano tra i caruggi della città dei fiori, mangiano, fanno acquisti, cantano e ballano con le band che suonano in ogni piazzetta, commentano canzoni perdenti e vincenti. Si divertono anche se non hanno trovato il biglietto per vedere lo spettacolo vero. Sono gli aficionados del Festival, popolo genuino e specchio dell'Italia che ama ancora cantare. Voto: 10