Il tetris pop di Graziani

Ormai ci sono tanti modi di essere cantautore. Uno dei più contemporanei è quello di Filippo Graziani che riesce a mescolare, quasi fosse un tetris, i nuovi suoni pop con la tendenza introspettiva e talvolta malinconica della canzone d'autore. Due mondi una volta incompatibili che oggi trovano una nuova dimensione. Quindi brani come Il mondo che verrà oppure Metterci vita sono flash poetici su ciò che ci sta capitando intorno e sull'ansia paurosa che lo accompagna. Il tutto ricamato da una chitarra di buona personalità e una voce che sembra più consapevole e matura dei 36 anni di Filippo, figlio di Ivan ma non schiavo dei suoi tempi. In questo album c'è uno spaccato dei nostri anni, autentico e credibile. Bravo.