"Da Tiziano Ferro e Antonacci imparo a sussurrare l'amore"

Alessandra Amoroso pubblica il suo nuovo cd: "Ho capito come dosare la mia voce". Poi annuncia due concerti e conferma: "Io al Festival di Sanremo? Ora no"

Manco te l'aspetti una Alessandra Amoroso così: molto più riflessiva e molto (diciamolo) più sicura di sé rispetto a quando ha vinto Amici nel 2009. «Sono cresciuta, ho lavorato sulle tonalità della mia voce». E il disco Amore puro lo conferma e non soltanto perché è stato prodotto da Michele Canova e Tiziano Ferro (che firma anche otto brani su undici, a partire dal singolo omonimo). E' semplicemente - come si è visto e ascoltato ieri durante la presentazione in diretta radiovisione su Rtl 102.5 dal Globe Theatre di Roma - il passo avanti di un'interprete che diventa autore (come in Da casa mia) e che si è data da fare per raggiungere ciò che tutti si aspettavano da lei: imparare e crescere. Nonostante le ottocentomila copie vendute finora. E una popolarità incontestabile. E se Biagio Antonacci le ha concesso uno dei suoi migliori inediti (Non devi perdermi), un coro gospel americano canta in Hell or high water e infine Fuoco d'artificio è l'adattamento di un brano della talentuosa inglese Emeli Sandé (con traduzione di Ferro) vuol dire che la Amoroso ha fatto i conti con i propri limiti e ce l'ha messa tutta per superarli. Meglio di così.

Quanto è merito di Tiziano Ferro?
«Di certo grazie a lui ho scoperto quante cose si possono dire anche semplicemente sussurrando. Mi sono sempre concessa molto, vocalmente, quasi per dimostrare qualcosa. Ho imparato a gestire la mia voce in un modo nuovo».

Come?
«Tiziano mi diceva: cerca di cantare in modo più rilassato, con meno paura».

Com'è nel ruolo di “maestro”?
«Ha un carattere particolare, fuori dal comune. Ed è molto introverso. Forse aveva solo bisogno di trovare più confidenza con me. Difatti quando siamo andati a Los Angeles a girare il video di Amore puro era molto più aperto. E mi è piaciuto seguire i suoi consigli»

Una risposta a chi la considerava una «urlatrice»?
«Non lo sono mai stata. Ma all'inizio ho avuto paura di frenare la mia voce irruente. Poi mi sono sentita a casa. Oltretutto è accaduta una cosa che mi ha confortato».

Quale?
«Un grande esperto (Franco Fussi, specialista in foniatria - ndr) mi aveva diagnosticato un nodulo alla gola. Quando sono tornata dopo la mia permanenza a New York, dove ho anche studiato il soul e il gospel, il nodulo era sparito. Mi ha aiutato iniziare a cantare diversamente».

Da New York come vedeva l'Italia che sembra così tanto criticata all'estero?
«L'Italia vista da fuori mi mancava e basta. Vivere a New York è stata una sofferenza. Cercavo ovunque il wifi per poter mandare email o messaggi. Ho bisogno del contatto con le persone che amo e che mi amano, come il mio pubblico. Anche per questo, via Twitter, mi sono inventata una specie di rubrica che si intitolava “Cotto e twittato”».

L'Amore puro del titolo?
«Verso la fine del testo c'è un verso che mi ha convinto».

«La gente che curò le mie ferite e quella gente, quella musica mi indicarono un futuro».
«Mi piacerebbe far capire al mio pubblico, e a tutti i ragazzi che pensano chissà cosa, che la mia è in effetti una vita speciale, ma spesso ha le stesse difficoltà della loro».

È condizionata dal fatto che il pop spesso è una guerra per bande: il mio idolo è meglio del tuo?
«Mi sembra sbagliata la mentalità di chi, per favorire il proprio idolo, getta fango sugli altri».

Uno sport molto in voga. Specialmente su chi esce dai talent show.
«Io sarò la ragazza di Amici finché Dio vorrà. Comunque non mi piace chi critica solo per il gusto di farlo. Ci dovremmo concentrare solo su ciò che ci piace».

Il brano scritto da Antonacci le è piaciuto subito?
«Sono andato a prenderlo in hotel a Roma e siamo volati in sala d'incisione. Pensa che solo riascoltando la versione definitiva mi sono accorta che lui si era così divertito da farmi il controcanto mentre io cantavo il testo».

Ora tutti si aspettano che si presenti in gara al Festival di Sanremo.
«Ovvio che Sanremo sia importante e che prima o poi ci andrò. Ma non a questo giro. Magari al prossimo. Per ora penso ai due concerti, al Forum di Milano il 3 dicembre e al Palalottomatica di Roma il 5. Voglio fare un bello spettacolo».

Tutti vogliono la stessa cosa.
«Ma non è così semplice portare in scena un concerto che non sembri né banale né artefatto».