Toni Servillo reinventa "Elvira" di Strehler

Quando nel lontano 1986 Giorgio Strehler, per inaugurare il Piccolo Teatro Studio, decise di portare in scena sette delle lezioni che Louis Jouvet, il grande mastro della scena francese d'anteguerra, tenne nel 1939 al Conservatorio d'arte drammatica di Parigi, non si limitò a una corretta rilettura di quell'evento. Ma tramutò la ghiotta occasione di rendere omaggio a uno dei suoi grandi maestri nel messaggio che intendeva proporre al pubblico fondando il «Manifesto del Nuovo teatro» appena varato, prendendo spunto da alcune delle lezioni genialmente elaborate dalla drammaturga Brigitte Jaques. Ora, a distanza di tanti anni, nel nuovo allestimento di Toni Servillo lo spettacolo Elvira cambia volto. Perché mentre Strehler, chiamando accanto a se l'attrice prediletta Giulia Lazzarini, logicamente intravvedeva nell'addio di Elvira-personaggio al malefico don Giovanni il centro nevralgico del suo teatro tra passato, presente e futuro, Servillo, com'è logico nel ruolo del nuovo demiurgo, riflette in un gioco di specchi gli inizi, l'affermazione e la continuità della sua compagnia Teatri Uniti tutt'uno al presente del Piccolo Teatro di Milano. Così in un calibratissimo gioco di rimandi la nuova Elvira (Petra Valentini), validamente sorretta dai suoi compagni, esprime a suo modo l'eterna fede nel teatro. In una serata indimenticabile dove ricordi e nostalgia si mescolano nell'auspicio di reinventare ogni possibile forma di teatro.

ELVIRA - Milano, Piccolo Teatro Paolo Grassi.