Torino risponde a Milano: ci sarà il 95% degli editori dell'anno scorso

Stefania Vitulli

«Presentazione di medio-termine» sembra una boutade da presidenziali e invece per il Salone di Torino 2017, edizione del trentennale, si è rivelata necessaria. Un po' perché nel comunicare gli eventi tutto fa brodo, un po' perché da quest'anno esiste un rivale, la fiera Tempo di Libri a Milano, che si aprirà un mese prima della kermesse piemontese, ovvero 19-23 aprile contro 18-22 maggio per le date di Torino. A dare conto di quel che ci attende, il direttore Nicola Lagioia e il presidente Montalcini, il futuro presidente Massimo Bray - che entrerà in carica entro marzo - la sindaca Appendino e il presidente della Regione Chiamparino. Tra le anticipazioni annunciate pochine, per ora si gioca su terreno stranoto - c'è il tema, «Oltre il confine», perché, come ha spiegato Lagioia, «Le frontiere tornano a moltiplicarsi e perciò sull'idea di confine, di frontiera, sull'idea di muro contrapposta a quella di ponte, si ragionerà molto durante questo Salone». Intanto il ponte con la passata edizione c'è: più del 95% degli editori presenti nel 2016 hanno già confermato la presenza a Torino. Questo significa, secondo Lagioia, che ci saranno anche più adesioni rispetto al passato: alla faccia di chi pensava a un flop, vista la nascita di Tempo di libri. Ma anche alla faccia di chi pensava che la passata amministrazione fosse la migliore. «Siamo tutti dispiaciuti per alcune assenze» ha detto l'ex ministro Bray. «Ma il numero degli editori che hanno assicurato la loro presenza è incredibile. Forse riusciremo a fare di Torino una protagonista internazionale».

Paese ospite Stati Uniti, innegabili protagonisti della contemporaneità: «Another Side of America» promette di approfondire Bob Dylan e Trump, Toni Morrison e Ronald Reagan, insomma due facce di una stessa bandiera. E ci sarà anche una libreria a stelle e strisce, con una rappresentanza dei librai - indipendenti, per carità statunitensi. Uno spazio inedito quello di Superfestival: «Torino diventerà il più grande contenitore di festival culturali presente in Italia», ha detto Lagioia. «Le adesioni dei festival sono ormai decine. Le regioni italiane rappresentate sono già 17. I festival saranno presenti in un'area dedicata, dove si presenteranno e incontreranno gli editori oltre a portare eventi che arricchiranno il programma».