Torna King e ci porta nel «Bazar dei brutti sogni»

Esce un'antologia di storie brevi con brillanti inserti autobiografici

Luca CroviCondividere con i lettori i segreti della propria scrittura ma anche quelli della propria vita è un'abitudine che Stephen King ha intrapreso fin dagli esordi della carriera. Lo scrittore americano è infatti sicuro che solo condividendo con i suoi fedeli lettori il proprio immaginario e la propria esistenza sia possibile amplificare un rapporto unico nel suo genere. Proprio per questo risulta preziosissima, per illuminare il suo percorso, la recente raccolta Il bazar dei brutti sogni (Sperling & Kupfer, pagg. 504, euro 19,90) dove tutte le storie sono precedute da commenti autobiografici. King ammette nell'introduzione che continua scrivere racconti per un motivo semplice: «mi diverte e sono un intrattenitore nato. Me la cavo appena con la chitarra e sono una frana a tip tap, ma in questo sono bravo. E così non mi tiro indietro». Pur amando scrivere libro oceanici ammette che anche i racconti gli hanno sempre dato una grande soddisfazione: «possono essere esaltanti, talora sconvolgenti, come un valzer con uno sconosciuto che non rivedrete mai più, un bacio al buio o un oggetto strano e meraviglioso sul tappeto da due soldi di un mercatino di strada».I 18 racconti e i due poemetti che compongono Il bazar dei brutti sogni riescono a proporre un'incredibile varietà di temi. Sono storie di provenienza eterogena: alcune apparse in ebook, altre in preziosi volumetti della Cemetery Dance, qualcuna su The New Yorker, Granta, Playboy... e ce ne sono persino un paio totalmente inedite. Come un venditore, abituato a esporre il proprio mercatino solo dopo che sono calate le luci del giorno Stephen King specifica che ha deciso di vendere un po' tutto ai suoi acquirenti:«un mostro camuffato da automobile (un rimando a Christine La macchina infernale), un tizio in grado di ucciderti scrivendo il tuo necrologio, un lettore di ebook che permette l'accesso a mondi paralleli e un classico intramontabile, la fine della razza umana». I racconti spiega il richiedono una specie di perizia acrobatica che comporta noiosa pratica. Una lettura scorrevole è frutto di un duro impegno dell'autore errori trascurabili in un romanzo diventano lampanti in storie corte. Una condotta ferrea è essenziale». «Parlo senza peli sulla lingua e tiro dritto» chiosa il narratore citando in apertura di raccolta i rockers AC/DC. Ed evidenti sono anche gli omaggi letterari contenuti nelle singole storie: Miglio 81 si rifà alla scuola di Richard Matheson, Premium Harmony omaggia Raymond Carver, La duna rimanda a H. P. Lovecraft, Il bambino cattivo reiventa le intuzioni musicali di Larry Willams e John Lennon passando per William Peter Blatty. Stephen King sa di essere stato una spugna ed è consapevole di avere assorbito storie ed emozioni , è consapevole di avere imitato da giovane i racconti di Lovecraft ma anche quelli noir di Ross Macdonald con protagonista Lew Archer, sa di essere stato influenzato dalle poesie di James Dickey per scrivere un romanzo di vampiri come Le notti di Salem ed è fiero di avere composto certe parti di Rose Madder pensando a Cormac McCarthy. Ma King ha anche acquisito nel una voce autonoma, potente e originale. Ne Il bazar dei brutti sogni questa voce è potente in ognuna delle storie proposte. A King piacciono «i racconti horror ma pure i gialli, i thriller, le avventure di mare, i romanzi letterari, le poesie», ama «scrivere e leggere storie divertenti... perché umorismo e terrore vanno a braccetto». Storie come Aldilà, Una rissa per Batman e Robin, Il piccolo dio verde del dolore e Tuono estivo parlano della vita dopo la morte, del sopravvivere all'avanzare dell'alzheimer, del resistere al dolore degli incidenti, della fine del mondo e King affronta quegli argomenti come un giocatore di football che sa di giocare contro il tempo e contro la squadra avversaria.