Il tornado One Direction: così la "boy band" d'oro ha fatto impazzire Roma

Abbiamo seguito lo show che andrà in onda giovedì su Italia Uno. Strade bloccate, fan scatenate: ecco la radiografia di un fenomeno

Hanno scelto lo studio di Amici . Due ore di registrazione per un concerto che viene trasmesso in prima serata su Italia 1 dopodomani. E che ha mandato in tilt Roma Est per un'intera giornata. I One Direction sono così: è bastato che circolasse la notizia di Italia 1D , questo il nome dell'evento, seguito da un'indicazione generica, One Direction -

Roma Dicembre 2014 , perché le fans della boy-band britannica si scatenassero, sino a ottenere tutte le informazioni logistiche tenute gelosamente top secret. Chi ha visto le migliaia di ragazzine ancora in età da scuola dell'obbligo accampate dalla notte precedente la registrazione fuori dagli studi di Mediaset sulla Tiburtina sa di cosa parliamo. Se poi ti è toccato, a evento concluso, riattraversare quel muro di folla, tutto sommato sollevato all'idea di non essere il padre di una di queste teen-ager dall'energia inesauribile, ancora capace alle sette di sera, nonostante la stanchezza e il freddo, di urlare a squarciagola mentre aspetta l'epifania dei suoi idoli, allora qualche domanda te la sei fatta. Erano così anche le nostre coetanee, sorelle e compagne di scuola, ai tempi di Duran Duran, Wham e Spandau? E cos'è che rende i One Direction così speciali, oggetto di un culto ossessivo rispetto a cui anche il ricordo dei Take That impallidisce? Ripensi allora a quelle due ore che hai appena trascorso dentro lo studio, seguendo il programma condotto da Federica Panicucci. L'attesa del gruppo, con cinquecento fans che grazie a Rtl 102.5 hanno ottenuto l'ambitissimo ingresso per lo show, e che non smetteranno un secondo di cantare in coro le canzoni della band, tambureggiando sui gradini della tribunetta coi piedi come se fossero ultras allo stadio; facendo la ola, inventandosi coreografie da curva, con striscioni e immagini dei loro idoli tatuate sulle t-shirt. Il momento in cui, sotto le gradinate, qualcuna tra le più sgamate ha indovinato la silhouette dei «fab five», tra grida e pianti, in una scena d'isteria collettiva under 14 che ti ha fatto temere per un attimo di essere travolto. E finalmente, dopo un'ora ecco i 1D, Harry (il più amato in assoluto), Louis, Liam, Niall e Zayn. Niente estrosità da divi, look casual da ragazzo della porta accanto, tutti e cinque vestiti rigorosamente in bianco e nero, nessuna concessione al colore, pettinature regolari. Si sistemano davanti ai microfoni, cominciano a cantare, e ti viene in mente che una scena simile l'hai già vista nei talent. I One Direction nascono a X Factor , e molte cose, dalla maniera di stare davanti alle telecamere, molto «consapevole», così come le loro voci educate, abituate a trasformare la melodia in performance , stanno lì a indicarlo. Ai loro lati, i musicisti, giovanissimi come loro. Più che le clip-band degli Anni Ottanta, i 1D sembrano i discendenti dei gruppi vocali americani degli Anni Cinquanta.

L'Italia li ha adottati con un entusiasmo che non trova eguali in altra parte del mondo. Federica Panicucci mostra un estratto dal video del concerto registrato a San Siro, ora raccolto nel dvd/blue-ray Where We Are - Live from San Siro Stadium . E moltissime delle ragazze in sala hanno portato con loro la copia del live, sperando di farsela autografare, trasformando l'oggetto di culto in reliquia. Intanto il nuovo album della band, Four , appena uscito, è già in testa alle classifiche. Nessuna sorpresa: i One Direction nel 2014 hanno guadagnato, tra tour, dischi, merchandising e altre forme di sfruttamento del loro brand, più di 45 milioni di sterline. Guardando retrospettivamente (parola che fa un po' specie parlando di tre ragazzi del 1993, uno del '94 e uno, proprio Harry, il «nonno» del quintetto, del '91) alla loro carriera, ciascuno dei cinque siede su di un gruzzolo di 14 milioni di sterline. Mentre li osservi cantare, o segui le loro risposte alle domande del pubblico, ti chiedi se qualcosa tradisca assuefazione al ruolo, o, chissà, voglia di essere da un'altra parte e non al centro dell'arena. Provi a spiarne i gesti, a cogliere i segni. Ma niente. I 1D sono loro stessi, al 100%, come quando confessano l'amore per la pizza e i videogiochi, o ammettono che anche loro a scuola erano vittima di bullismo. La mattina dello show quattro di loro sono rimasti a letto. Uno, sempre Harry, si è fatto un giro al Colosseo. Appena prima di scender nell'arena.