Il "Trono di spade" batte tutti i record

La serie, criticata per sesso e violenza, fa incetta di premi agli Oscar della tv. Per la prima volta vince un'attrice di colore

I draghi della regina dei Sette regni hanno bruciato ogni concorrenza. La quinta stagione di Game of Thrones ha vinto tutto, battendo qualsiasi risultato precedente agli Emmy Awards, il più importante premio televisivo, assegnato l'altra notte a Los Angeles. Dodici statuette, il numero più alto assegnato a una produzione in un anno. Dal premio più importante: migliore serie drammatica (vinta per la prima volta dopo cinque stagioni), a quello per il migliore attore non protagonista, ovviamente andato allo strepitoso Peter Dinklage, a quello per il miglior regista e sceneggiatore, più una serie di premi minori assegnati ai Creative Arts Emmys la domenica precedente. Insomma un trionfo. E non poteva essere diversamente per una serie che sta frantumando molti record. Amata da milioni di spettatori, con fan scatenati e pure irascibili, in spasmodica attesa dell'uscita dei libri e delle conseguenti trasposizioni televisive, ha raggiunto un successo planetario. La puntata finale del 14 giugno 2015 ha superato negli Stati Uniti gli otto milioni di telespettatori. Decine i premi ricevuti, tra cui un Golden Globe assegnato a Peter Dinklage, nel 2012, come «miglior attore non protagonista in una serie tv drammatica». La serie della Hbo è entrata nel Guinness dei primati anche per essere stata trasmessa simultaneamente nel maggior numero di paesi, esattamente 173, record raggiunto con il secondo episodio della quinta stagione ( Il nuovo comandante ).

Giochi di potere, battaglie avvincenti, intrighi oscuri, personaggi tratteggiati con sapienza e introspezione, draghi, demoni, fantasmi: sono molti gli ingredienti che fanno di questa saga tratta dai libri sterminati di George R.R. Martin Le cronache del ghiaccio e del fuoco, un fantasy così amato. E reso attuale anche dal richiamo alla crisi del mondo moderno : la minaccia all'Occidente che proviene dall'Est. In più si aggiunge un grande dispiegamento di mezzi e risorse per creare una scenografia perfetta con una cura maniacale degli ambienti, dell'abbigliamento, delle battaglie. Ma non tutto è così luccicante: lo scrittore e gli sceneggiatori David Benioff e D.B. Weiss (che nelle ultime stagioni si sono discostati parecchio dai libri) sono stati subissati di critiche per la violenza eccessiva e le scene sessuali hard (certamente i bambini, e pure i ragazzini, se ne devono tenere il più distante possibile). Ma pure i fan si sono rivoltati contro il loro beniamino, Martin, quando questi ha fatto morire i personaggi più amati. La terribile fine di Jon Snow nella puntata conclusiva di giugno scorso ha scatenato un'infinità di critiche sul web (c'è addirittura chi ha augurato allo scrittore di finire nel «girone dell'inferno in cui dovrai subire all'infinito le sorti dei nostri personaggi preferiti»). Martin, che dedica molto tempo ai fan sul web, si è più volte seccato con loro. «Per favore - ha scritto sul suo blog - smettetela di inondarmi di commenti. Non posso controllare quel che gli altri dicono o fanno, o farli smettere. Ciò che posso controllare è ciò che accade nei miei libri».

In ogni caso, l'attesa è già fortissima per la sesta stagione che sarà trasmessa dal 10 aprile negli Usa e in contemporanea in Italia su Sky Atlantic. Canale che ha fatto incetta agli Emmy Awards, con un totale di 28 statuette vinte dalle serie che trasmette in esclusiva: oltre al Trono di spade , premiate con 8 statuette la mini serie Olive Kitteridge (sarà riproposta stasera su Sky Cinema Hits). Tra le altre, in onda da oggi e domani Veep e Trasparent . Per House of Cards bisogna aspettare la primavera. Arriverà invece su Fox a febbraio Le regole del delitto perfetto , la serie che ha visto la prima attrice afroamericana (Viola Davis) a vincere l'Emmy come miglior protagonista .