Troppo filosofico l'atteso ritorno di Ford

di Denis Villeneuve con Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Jared Leto

In America hanno gridato al capolavoro, definendolo straordinario. E anche in Italia, i colleghi che lo hanno visto si sono sciolti in peana che neanche per un film Oscar si sono letti. Meritati? De gustibus non est disputandum. Però, qualche osservazione critica va fatta, a beneficio del lettore, per farlo arrivare preparato ad uno dei seguiti più attesi (anche troppo) della storia cinematografica. Prima di tutto, il regista Denis Villeneuve chiede di non rivelare le «svolte» presenti nella trama. In pratica, ci obbliga a non raccontare il film, forse sperando, così, di non scoraggiare, anzitempo, una parte del pubblico, perché ci sarebbe molto da dire su alcune scelte della sceneggiatura. Rispettando, però, l'impegno morale, vi basti sapere che il nuovo Blade Runner, come recita il titolo, è ambientato nel 2049, temporalmente a distanza di 30 anni dal precedente (sopravvalutato) capitolo. Il protagonista è l'agente K (Ryan Gosling, avaro, più per demerito che per esigenze di copione, di espressioni del viso), replicante di nuova generazione che dà la caccia ai vecchi quando questi si rifiutano di svolgere le mansioni per le quali sono stati creati. Uno scontro iniziale con un repli-agricoltore (il wrestler Dave Bautista), fa intendere che, bene o male, ci ritroveremo alle prese con una caccia al (ri)prodotto robotico di turno, come nella vecchia pellicola di Ridley Scott. Pia illusione. Da quel momento, parte una delle investigazioni più lente e noiose viste su grande schermo, per far luce su delle ossa ritrovate che, prima o poi, come da trailer, richiameranno in scena il vecchio Harrison Ford. Il tutto, condensato, si fa per dire, in 164 minuti che, oltretutto, non sono nemmeno conclusivi, preludendo ad un terzo, si spera definitivo, capitolo. Villeneuve è quello del filosofico sci-fi Arrival e le atmosfere in Blade Runner 2049 sono le stesse, pur visivamente meravigliose. Tanti i temi trattati, come il morire per una giusta causa, la cosa più umana che si possa fare. Hanno pescato pure da Ghost, per un film che piacerà certamente ai fan, un po' meno agli altri. Attenzione, poi, che è obbligatoria la visione del primo Blade Runner, altrimenti questo seguito diventerà incomprensibile nei suoi sviluppi.

Commenti

Fjr

Dom, 08/10/2017 - 17:13

Fra altri trent'anni resterà nella storia sicuramente il primo e questo verrà ricordato solo come il sequel,se il primo era "sopravvalutato " di questo cosa diranno?