Le ultime volontà di Sordi: "Nella sua casa voleva un orfanotrofio"

Intervistato da Eleonora Daniele, il medico della famiglia Sordi ha svelato alcuni importanti retroscena su Albertone e la sorella Aurelia

L'eredità di Alberto Sordi è ancora un caso irrisolto che interessa i tribunali romani. E adesso, con il processo ancora in corso, spuntano le dichiarazioni di Rodolfo Porzio, storico primario dell'ospedale Sant'Eugenio nonché medico di fiducia dell'attore romano. Intervistato da Eleonora Daniele per Storie italiane, Porzio non solo svela l'ultima volontà di Albertone sulla sua casa davanti alle Terme di Caracalla, ma anche alcuni retroscena sulla sorella Aurelia.

Secondo Porzio, la volontà di Sordi era quella di trasformare la sua meravigliosa casa nel cuore di Roma in un orfanotrofio. "In questa casa non c’è mai stato il sorriso di un bambino e Sordi avrebbe voluto destinarla ad orfanotrofio", ha svelato il medico ai microfoni di Rai1. E il dottore ha anche ricordato il precario stato di salute mentale in cui versava Aurelia Sordi ai tempi del testamento (ora impugnato dai parenti). Frasi che il primario aveva dichiarato anche sotto giuramento in tribunale.

"Se dicessi una bugia andrei in galera. Sono un medico, ho fatto giuramento. Nel gennaio-febbraio 2011 sono iniziate le allucinazioni". Il problema è che, come riportato da Porzio, "non mi fu più permesso di entrare e di contattarla telefonicamente. L’ultima volta che ho visto la signora Aurelia risale al 5 settembre 2011, sarei dovuto tornare il 10 ottobre ma mi è stata sbarrata la porta". E in quel periodo è arrivata la diffida scritta a non frequentare più casa Sordi.

Tesi confermata anche da un'altra persona: Igor Richetti, il portavoce della famiglia Sordi. "Aurelia non era in grado di intendere e di volere già prima" ha ricordato Richetti. E questa incapacità di intendere e di volere riguarderebbe anche "la procura firmata sui conti correnti di mio zia e le donazioni di centinaia di migliaia di euro fatte da mia zia ai domestici".

E il dottor Baratta, cardiologo di Sordi e presente anch'egli in studio dalla Daniele rincara la dose sullo stato mentale di Aurelia: "Ha iniziato ad avere delle allucinazioni, erano forme iniziali in rapporto all'età: vedeva personaggi importanti della televisione che si rivolgevano a lei. Parlammo anche con il personale dicendo di seguirla attentamente, sottolineando che era necessario avvertirci: da allora è stato impossibile".