La confessione di Vasco: "Negli anni Ottanta mi sputavano per strada"

La dolorosa ammisione del rocker italiano. "Ma io raccontavo soltanto la verità"

"Io raccontavo solo il mondo com'era". Ma non tutti la pensavano come lui. All'Auditorium Parco della musica di Roma Vasco Rossi parla e affida alcune dolorose confessioni, durante un incontro della serie Incontri d'autore.

"Negli anni '80 mi sputavano per la strada dicevano che ero quello che aveva portato la droga ai ragazzini - dice -, un' immagine che faceva schifo pure a me". A lui che nei suoi testi, spiega, puntava piuttosto a dire le cose come stavano, senza nascondere nulla.

"Gli artisti parlano di cosa c'è attorno a loro - aggiunge - non lo influenzano di certo. Quello lo fanno i mass media".

Commenti

joecivitanova

Mar, 19/04/2016 - 19:32

Beh, a parte molte belle canzoni, non tutte, la vita che ha condotto non è stata sin dall'inizio dell'adolescenza esemplare, per un giovane che avesse voluto prendere esempio da lui; da ragazzo veniva anche a 'trastullarsi' dalle mie parti. Perlomeno da 'vecchio' un po' lui si è ravveduto, a differenza di tanti altri 'idealisti'..!! Che poi gli 'artisti' non influenzano quello che c'è attorno a loro, be'..qui c'è da discutere..eh..!! G.

Ritratto di ateius

ateius

Mar, 19/04/2016 - 23:40

La mania di definirsi “artisti” di questi cantautori… fanno canzoni, belle brutte..e ritengono di avere capito il mondo, e di interpretarlo e raccontarlo.. artisticamente, perchè le ragazzine applaudono ed urlano ai loro concerti, pagando biglietti e comprando dichi.- e si definiscono artisti.- il punto è che il popolo ha bisogno di questi “artisti”..e li ripaga lautamente.- sia che siano artisti e sia che ci marciano arricchendosi.