Il vero Inferno è per gli spettatori

di Ron Howard con Tom Hanks, Felicity Jones, Ben Foster, Omar Sy, Irffan Khan

Ma il Tom Hanks che si aggira con sguardo inebetito per le vie di Venezia, Firenze, Istanbul, teoricamente per un colpo preso in testa che gli ha fatto perdere la memoria nel breve, in pratica perché si rende conto di quanto sia priva di senso e sostanza questa trama, è lo stesso de Il Ponte delle Spie o Sully? Impossibile. E il Ron Howard che dirige, si fa per dire, questa impalpabile trasposizione, è lo stesso di Apollo 13 o A Beautiful Mind? Ah, saperlo. Perché il vero, grande mistero, di questo Inferno, imbarazzante adattamento su grande schermo del cocktail micidiale di religione, esoterismo, misteri, cospirazioni, enigmi, arte, thriller, partorito, nella sua trilogia, da «Re Mida» Dan Brown, è come abbiano fatto questi due a prestare ancora volto e nome per uno dei peggiori popcorn movie degli ultimi decenni. Un film di una noia mostruosa, debole nella sceneggiatura, con cervellotiche visioni horror, senz'arte né parte, in alcuni momenti più vicino ad una parodia che a quel genere thriller, riportato, con grande senso ironico, sulla carta d'identità. Certo, preso nella giusta ottica e purché stiate al gioco, questo è un grande parco dei divertimenti, a patto di soffocare qualche inevitabile risata e non vi facciate troppe domande sul come il professor Robert Langdon riesca, così rapidamente, a comprendere misteri e a trovare soluzioni. E' sempre lui al centro di questa terza avventura che lo vede svegliarsi in un ospedale di Firenze, affetto da amnesia. Perché è lì? Cosa gli è capitato? Chi ha tentato di farlo fuori? Con l'aiuto della dottoressa Sienna Brooks (Felicity Jones in odore di Oscar, ma non per questa pellicola), deve risolvere il puzzle, spostandosi tra Firenze, Venezia, Istanbul, per fermare la minaccia di un folle milionario che ha pensato bene di scatenare l'inferno, ovvero un virus che potrebbe sterminare buona parte della popolazione terrestre, risolvendo il «problema» del sovraffollamento. Sempre in corsa contro il tempo, tra Dante e frecciatine gratuite, e fastidiose, sugli italiani, in particolare sulle nostre Forze dell'Ordine. Per fortuna che alcune spettacolari riprese di Firenze rendono l'inferno un po' più paradiso.