«Verso un altrove», una storia di riscatto e di redenzione

Alessandro Savoia

Come può un ex detenuto senza famiglia, senza casa e senza lavoro reinserirsi socialmente? È l'interrogativo al quale  risponde Massimiliano Amato con Verso un altrove, un film che ha curato nella regia, nella sceneggiatura e nella fotografia. Per farlo indaga nell'animo del giovane Tommaso Fontana (Luca Guastini) che torna libero dopo una lunga detenzione nel carcere di Livorno. Un viaggio in profondità, doloroso, spirituale. Mentre scontava la sua pena, grazie all'incontro con un indiano, ha avuto modo di avvicinarsi alle idee del filosofo di Jiddu Krishnamurti. I pensieri del protagonista arrivano diretti attraverso la voce narrante. La musica ipnotica di Benjamin Tissot permette di entrare in contatto con il suo animo tormentato, con il suo coraggio, le sue aspirazioni. La fotografia regala un impatto visivo che permette di immergersi nella storia, compatire il personaggio. Nel suo destino c'è Amsterdam e una donna, Irina (Azzurra Rocchi). Anche lei dal passato tormentato. Droga e debiti l'hanno costretta a prostituirsi. Un incontro tra due solitudini che si tramuterà col tempo in rivoluzione, salvezza, passione, amore.