Prima visione

Tra i film hollywoodiani a grande investimento - attorno ai cento milioni di dollari - degli ultimi quindici anni, 2012 di Roland Emmerich è il peggiore, nonostante la buona qualità degli effetti speciali, che fanno vedere gli Stati Uniti subire il cataclisma totale. Ciò probabilmente assicurerà al film maggiori incassi in Germania, Giappone, Corea, Vietnam, Serbia, Irak, Iran, Cina e altre aree, come l’America latina, con brutti ricordi degli americani del nord. Anche essere odiati può rendere...
Che la politica entri nel film è subito evidente. Ideato in era Bush jr. avendo presente che gli sarebbe succeduto Obama, il film schiera alla Casa Bianca Danny Glover, maturo presidente di così nobili sentimenti da non voler sopravvivere al suo popolo. L’unico degno del presidente americano è il presidente del Consiglio italiano, che attende la fine - sarà schiacciato col papa dalla cupola della basilica di San Pietro - mentre prega con la moglie e i figlioletti. Gli altri statisti, a cominciare dalla vetusta regina d’Inghilterra e dalla cancelliera tedesca, s’imbarcano arrancando su un’arca costruita coi soldi dei miliardari di tutto il globo (ogni posto a bordo costa appunto un miliardo).
Che cos’è accaduto? Nel 2010 s'è intuito che la profezia maya sulla fine dell’umanità si sarebbe realizzata nel 2012: la crosta terrestre si scalda, terremoti e maremoti si susseguono, gli oceani si alzano fino a coprire il monte Everest, alle cui pendici il governo cinese ha costruito quattro arche da centomila posti ciascuna, coppie di ogni animale incluse.
Se 2012 venisse rimontato e ridotto di un’ora, eliminando quasi tutti i dialoghi, specie i definitivi commiati, saremmo in presenza del solito polpettone catastrofico. Invece qui anche la retorica di Indipendence Day, sempre di Emmerich, pare un’inezia. Siamo all’umorismo. Involontario? No. I fiotti di retorica conforteranno il pubblico di casa e divertiranno gli altri. Così ognuno crederà d’esser il furbo della compagnia. E tutti insieme arricchiranno gli azionisti della Sony, distributrice di 2012, che potranno davvero costruirsi un’arca alla faccia del pubblico.