Prima visione

Un piccolo film britannico, d’origine tv (Bbc), An Education, (Un’educazione) della danese Lone Scherfig, è il tipico piccolo investimento dal grosso risultato del 2009, visto che è nominato all'Oscar 2010 per il miglior film, per la migliore protagonista (Carey Mulligan) e per la migliore sceneggiatura non originale (Nick Hornby).
An Education ha tutto per imporsi in quota «saranno famosi»: è recitato in inglese, è diretto da un’ancor giovane donna di un paese marginale e racconta di una ragazzina che s’emancipa - immaginate come - dalla famiglia piccolo-borghese nel 1961.
La Mulligan è una ventiquattrenne, ma il suo personaggio è una diciassettenne del 1961, quindi una coetanea di molti componenti dell’odierna Academy, sensibili quando si rievoca la loro gioventù sessantottarda come migliore di quelle altrui. A ognuno le sue illusioni, ma ci sono illusioni che hanno il potere.
Per lo spettatore italiano d’età, ma che non frequentava la Londra non ancora swinging, questo film offre un’ordinata noia. Agli altri spiega perché da quella noia derivò la Londra swinging: per lo svecchiamento imposto dall’esplosione demografica del dopoguerra, visto che nel 1965 un quarto della popolazione non aveva venticinque anni (oggi è roba da Paese islamico), e per il benessere, seguito alla rinuncia all’Impero in cambio dei crediti americani.
Allo spettatore italiano giovane o giovanissimo, An Education propone solo la rivolta dell’adolescente, studiosa solo finché è vergine. Oggi è banale ritenere che il letto renda più del banco, ma allora non si andava all’Università di Oxford da gaudenti, salvo esser ricchi. Perciò è un’aura di pioniera che avvolge l’«eroina», quando coglie al volo l’occasione - offertale da David (Peter Sarsgaard), azzimato ladro trentenne - di sottrarsi alla patria potestà. Il padre bancario (Alfred Molina) è largo di cuore, ma stretto di borsa. E nella madre (Cara Seymour) cova la stessa voglia di fuga della figlia.
Curiosità: come rappresentare un mascalzone, quando è ebreo? Ricorrendo a un attore (qui, Sarsgaard) che non lo sembri.