Prima visione

I cartoni animati andrebbero visti sempre insieme ai bambini che sono gli unici che hanno il diritto di giudicarli. Non è un’osservazione banale perché chi scrive di cinema spesso si dimentica che i veri destinatari di queste pellicole sono i nostri figli. Le loro reazioni, durante le proiezioni, valgono più di mille parole, aggettivi, o elucubrazioni giornalistiche.
Tutto questo per sottolineare l’entusiasmo che accoglie la visione di questo gioiellino europeo, diretto dal belga Ben Stassen, uno che si è costruito una carriera specializzandosi in film diretti ai parchi a tema. Come a dire: il divertimento prima di tutto. E in questa sorprendente pellicola che racconta il viaggio negli oceani, lungo mezzo secolo, del tartarughino marino Sammy alla ricerca della sua amata Shelly, di risate ne sentirete provenire tante dai vostri figli e nipoti seduti al vostro fianco, accompagnati dagli «oh» estasiati di meraviglia. In effetti, nell’anno di consacrazione del 3D, raramente abbiamo provato un senso di immersione nello schermo e di estensione dello spazio filmico come in questa pellicola. Finalmente non si punta più solo al banalissimo oggetto che esce dallo schermo puntandolo addosso allo spettatore ma si cerca di catapultare il cinefilo, fin dalle prime immagini, all’interno della storia, coinvolgendolo sia fisicamente, sia emotivamente.
Più facile a dirsi che a farsi ma questo cartone che esce a ridosso del Natale possiede tutti questi requisiti e molto di più. Ad esempio, va sottolineato in maniera positiva il fatto che, finalmente, un cartoon è stato fatto solo ed esclusivamente per piacere ai bambini senza troppe strizzate d’occhio agli adulti al seguito. Una moda fastidiosa che ha finito per far perdere di vista che, in fin dei conti, questo è il loro mondo. Abbiamo molti anni a disposizione per contaminarlo senza bisogno di pretendere di colonizzarlo anche sul grande schermo. Non che nelle avventure di Sammy manchino spunti di riflessione anche per noi grandi. Le problematiche ambientali affrontate sono molte, a partire da chi trasforma l’habitat marino in una discarica e chi si dà da fare per pulirla (strane creature gli uomini, sottolineano i tartarughini). Insomma, una piacevole sorpresa sotto l’albero, orgogliosamente europea.