Prima visione

Bisogna diffidare dai numeri progressivi accostati alle saghe cinematografiche. Di solito, più alta è la cifra, meno di qualità e la pellicola. Quando si arriva al numero tre o quattro (ma molte volte è superfluo anche il solo sequel) di un determinato brand del grande schermo, si acquista il biglietto consapevoli che quello che si vedrà, il più delle volte, è frutto del barile raschiato. La serie di film di Fast&Furious, invece, migliora con il passare degli anni (ne sono trascorsi dieci dal primo faccia a faccia tra O’Conner e Torretto) senza perdere di vista i suoi cardini principali (le corse clandestine e le belle macchine, ragazze da capogiro e protagonisti che bucano lo schermo) ma riuscendo a diluirli in trame accattivanti e diversificate che finiscono per accontentare spettatori di età eterogenee.
In questo quinto capitolo, ritroviamo Dom (Vin Diesel), Brian (Paul Walker) e Mia (Jordana Brewster) a Rio de Janeiro, introdotti da una spettacolare evasione di Dom e da un adrenalinico furto, su commissione, di auto di lusso (con memorabile salto nel vuoto dal ponte) che fanno subito capire allo spettatore di aver ben investito gli otto euro per entrare in sala. Una delle vetture, in realtà, contiene un microchip che fa gola allo spietato affarista Joaquim de Almeida, vero padrone di Rio e delle sue Favelas. Troppo ghiotta l’occasione di arricchirsi e cambiare vita per il dinamico duo che ricompone così il vecchio gruppo di ladri e architetta un complicato piano per rubare milioni di dollari al delinquente corruttore. Sulla strada di Dom e compagni, però, compare l’agente federale Luke Hobbs (Dwayne Johnson) che deve catturarli anche se, alla fine, distinguere i buoni dai cattivi non sarà semplice per lui.
Se cercate un film lontano anni luce da Moretti, di pura evasione, divertente, da serata con gli amici, allora andate sul sicuro. Le scene, sia chiaro, sono un concentrato di assurdità, peggio dei vari Nightmare o Scream dove le vittime invece che scappare dalla casa inseguiti dal maniaco di turno, corrono al piano di sopra. Ma, qui, il tutto ha una sua coerenza demenziale e una sua logica che ve le faranno amare ancora di più. Quando uscirete dal cinema, attenzione a non mettetevi al volante convinti di poter emulare le evoluzioni dei protagonisti. A loro, i punti dalla patente mica li tolgono.