Voglia di sogno con Ward e la Belvedere

Voglia di sogno. Ovvero: voglia di musical. «Sarà la crisi, saranno le feste, saranno i ricordi di gioventù - sorride Vittoria Belvedere -; ma questo è esattamente quanto il pubblico si aspetta dal nostro musical. Sognare». E quello regalato da Tutti insieme appassionatamente - forse il musical più popolare di sempre (almeno nella versione cinematografica di Robert Wise: The sound of music , cinque Oscar nel 1966) e rilanciato al Sistina di Roma dal regista e produttore Massimo Romeo Piparo, fino all'11 gennaio è, appunto, un sogno. «Quanti di noi hanno canticchiato Do-Re-Mi o Le cose che piacciono a me ? Quanti hanno desiderato avere una tata come Julie Andrews?». Eppure proprio la Belvedere, che il film lo vedeva «da bambina ad ogni Natale, in tv, regolarmente commuovendosi», mai avrebbe sognato di viverlo sulla scena. «Ho faticato molto, per rendere reale questo sogno. Interpretando per due stagioni il mio primo musical, My Fair Lady , sento di essermi allenata imparando a cantare e a ballare».

Tra i prati verde smeraldo e i candidi picchi innevati delle Alpi austriache, sugli indimenticabili motivi di Rodgers e Hammersmith, eseguiti con orchestra dal vivo, rivive dunque la storia (vera: tratta dalle vicende belliche della famiglia Von Trapp) di Maria e dei sette fratellini a lei affidati. «Proprio il fatto che la vicenda sia realmente accaduta mi emoziona - confida Luca Ward (un esperto del ruolo del Comandante: lo recitò gia dieci anni fa accanto a Michelle Hunziker)-; c'è poi l'impagabile adrenalina che ti trasmette esibirsi in un musical che tutti amano, da cui tutti s'aspettano molto: non ti annoia mai ripeterlo, perfino per 200 repliche. Anche perché le difficoltà sono sempre nuove, e cambiano, anzi, ogni sera».

Il pubblico italiano ama ormai il musical; e sa come giudicarlo. «Fino a qualche decennio fa da noi non c'era la cultura, la tradizione di questo genere, come invece nei paesi anglosassoni. Ma oggi la scuola italiana, cresciuta e rinforzata grazie a compagnie benemerite, quali quelle della Rancia o di Piparo, è tale da garantire spettacoli di assoluta qualità». Sulla quale vegliano i detentori inglesi dei diritti d'autore: «Alla prima dello spettacolo eravamo tutti preoccupatissimi - racconta la Belvedere - perché sapevamo che questi signori erano in sala, a controllare che la nostra produzione rispettasse alla lettera testo, canzoni e regia dell'originale. Sono i custodi gelosi d'un modello che funziona proprio perché non dev'essere mai stravolto». Ma c'è qualcosa, secondo Luca Ward, che conferisce a questa edizione italiana di Tutti insieme appassionatamente un quid in più: il fatto che la protagonista sia, nella realtà, madre di tre bambini. «Questo fa sì che Vittoria sappia rendere una Maria al tempo stesso dolce e ferma, amorosa e solida. Secondo il miglior stile di una tata che entusiasmi i bambini».