Gli Zen Circus non sbagliano

Dopo due dischi dal titolo che più chiaro non si può (Andate tutti affanculo e Nati per subire), con Canzoni contro la natura gli Zen Circus confermano di restare dall'altra parte del rock. Quello anarchico, sanguigno, spigoloso. In Viva sono irruenti e invadenti, con chitarre come si deve e un allungo finale che vale oro. Idem in Albero di tiglio e L'anarchico e il generale, altri pezzi che la voce espressiva e disperata di Appino rende super. Insomma una boccata d'ossigeno per il rock italiano.