Uno spettacolo chiamato follia

Profondo, fertile, enigmatico: così è il rapporto tra follia e cultura, tra il disagio psichico e la sua rappresentazione, tra la malattia mentale e racconti, video, foto, teatro, musica. Milano sembra averlo capito al punto che gli eventi culturali legati alla follia e i luoghi dedicati alla sua rappresentazione si moltiplicano, lentamente ma inesorabilmente, come un virus benefico che invade la città: «Cerchiamo di fare perno sulla cultura per incidere sull'immaginario collettivo» ci spiega Alessandro Massi della Fondazione Bertini, nata nel maggio 2007 in memoria dell'editore Gaetano Bertini per occuparsi dell'inserimento professionale dei giovani con disagi mentali. «La comunità esclude chi è fragile? E allora mettiamo in scena il disagio, non solo grazie agli artisti di professione, ma anche ai malati stessi. Il concorso "Mind The Difference", appena partito sul web, non richiede requisiti tecnici particolari. Proprio perché lo vogliamo aperto alle innovazioni stilistiche portate dagli stessi pazienti psichiatrici». «Mind The Difference» è primo video contest internazionale sul tema della follia e non a caso è nato proprio a Milano, a testimonianza di una forte sensibilità metropolitana. Sponsorizzato tra gli altri da YouTube e Milano Film Festival, è gratuito, aperto a tutti, videomaker, creativi, appassionati, e prevede che si carichi sul sito - che presenta già una community per un confronto sul tema e il trailer in anteprima del film - inchiesta girato a Milano Troppolitani di Antonio Rezza - il proprio video entro il 15 aprile. La Fondazione Bertini - che organizzò un anno fa in città anche il primo convegno dedicato a Basaglia, lo psichiatra veneziano scomparso nel 1980 a cui si deve la legge ultratrentennale che portò alla chiusura dei manicomi, dal quale è nato il volume Franco Basaglia e la filosofia del Novecento (Bema editore), in libreria tra pochi giorni - è però solo una delle realtà impegnate in città nella battaglia per portare in scena il disagio mentale senza autoreferenzialità e con il coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio. Tra i soggetti milanesi c'è Esagramma (via Bartolini 48, 02-92880853, www.esagramma.net), che da dieci anni usa la musicoterapia per la cura di bambini e adulti. Un centro di formazione «dove la musica non è solo relax ma anche pensiero, approdo alla complessità della mente e delle relazioni», una realtà unica in Europa, che lo scorso anno ha inaugurato il nuovo Auditorium, in cui suona un'orchestra composta da ragazzi con sindrome autistica, ritardi cognitivi, difficoltà di comunicazione e relazionali, che hanno seguito tre anni di musicoterapia base e sei di perfezionamento, a dimostrazione di come nella follia ci sia «un grandissimo potenziale di valore puro, da destinare alla società», dice ancora Massi. Poi c'è il riuscito esperimento, notissimo ai milanesi, di via Ippocrate 45, periferia Nord, ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Una realtà che si è riconvertita a partire dal teatro, che da dieci anni attraversava la struttura con la rassegna estiva «Da vicino nessuno è normale», gestito dalla cooperativa Olinda, e da due ha trovato casa nelle cucine dell'ex manicomio, con Il Teatro La Cucina, inaugurando anche un «cantiere residenziale per artisti». Accanto a queste realtà stabili, si apre per Milano anche una stagione di eventi tutti legati alla follia. Mentre prosegue la rassegna «Basaglia Off», che vedrà in scena l'8 febbraio al Teatro della Cooperativa Una questione di vita o di morte. Veglia per E. E., e il 18 febbraio i cortometraggi di due presidi per la salute mentale, via Bianco e via Girola, si affacciano sui palchi milanesi due novità: l'inedito binomio danza e Alzheimer nello spettacolo Senza memoria, in scena al Filodrammatici il 15 febbraio per la rassegna «Gesti d'amore», mentre dal 18 al 21 febbraio al Franco Parenti La Stravaganza, un'altra delle realtà impegnate a Milano nella teatroterapia legata al disagio psichico, presenta Ostinati e contrari, omaggio a De André che vedrà sul palco Niccolò Agliardi, la Paola Iezzi di Paola & Chiara e l'Andrea "Giops" di XFactor.