Lo spettacolo dei «riders»

Il grande diluvio non ha rovinato a Pila lo spettacolo «forte» dei bikers di Coppa del Mondo. Con la neve che ha imbiancato le cime più alte della Valle d’Aosta, gli organizzatori della Coppa del Mondo di downhill a Pila non avrebbero mai sognato un pienone di pubblico. Invece, lungo i 2.600 metri della “Pista del Bosco” che scende «ricalcando» l’impianto di Chamolè tuffandosi nella conca di Pila era tutto un serpentone di gente salita a piedi ed in funivia, nonostante la pioggia. Lo spettacolo era forte, da adrenalina pura, reso ancora più affascinante dal fango che ha messo a dura prova i discesisti.
Nella finale, in un primo momento il tempo era minaccioso, tuttavia il tracciato si era leggermente asciugato; poi a metà gara è iniziato a piovere… sul bagnato, e la pista è diventata «una saponetta», specie nei tratti del bosco.
Il campione del mondo juniores Brendan Fairclough, caduto nelle prove, è partito con i primi e subito si è seduto sul podio del leader. C’è rimasto per molto tempo, fino a quando mancavano gli ultimi dieci, i top riders. Il primo ad avvicinarsi al suo tempo è stato proprio Beggin. C’è stato un boato quando il padovano ha chiuso la sua gara e già in molti pensavano al gran colpaccio degli azzurri che avrebbe potuto regalare al tecnico nazionale Corrado Herin (anima e corpo della gara) un podio nella sua Val d’Aosta. Ma poi sono scesi i big e Beggin man mano è retrocesso in graduatoria.
Per conoscere il vincitore si è dovuto attendere la discesa dell’ultimo atleta, Samuel Hill. Il “canguro” ha pennellato curva su curva, sui salti sembrava volare e per lui il fango era “grip” e nient’altro. Il cronometro sembrava quasi bloccato quando si è fermato su 4’15”64, la media di 36.61 Km/h sembrava impossibile con queste condizioni, soprattutto con una pista ancor più provata dopo la discesa del folto lotto di concorrenti. Il più deluso, anche se ha cercato di nasconderlo, è stato Greg Minnaar. Il sudafricano ha già saldamente in mano la Coppa del Mondo 2005, ma la vittoria di Pila l’ha cercata in tutti i modi. Il giovanissimo britannico Fairclough, del quale sentiremo parlare ancora per molto, è rimasto sul podio, ma al terzo posto. Alan Beggin alla fine è risultato ottavo, la sua miglior prestazione in carriera.
Gran bella gara anche quella femminile. L’esperta Chausson ha mostrato i denti ed ha sottolineato che quando lei è al via il risultato, per le altre, è scontato. Ha vinto con 3”33 sulla Atherton e con 6”74 sulla Ragot, miglior tempo nella semifinale.