Spettacolo e folklore con bandieroni e sfottò

C’è anche chi ha deciso all’ultimo di andare a Marassi. Nonostante le biglietterie avessero chiuso per il tutto esaurito già venerdì mattina. Alcuni ritardatari cronici si sono messi alla ricerca del biglietto via internet cliccando sul sito e-bay e hanno dovuto scucire il doppio o addirittura il triplo del prezzo di un regolare tagliando: un biglietto di gradinata da 25 euro, messo all’asta on line, è stato assegnato a 70 euro. A fronte di un prezzo di 40 euro per il settore «distinti», due diversi venditori propongono un «compralo subito» a 150 euro.
Gioca in casa il Genoa e per trequarti gli spalti sono rossoblu. C’è il «Ma se ghe penso» del cantante lirico Davide Cicchetti accompagnato dai sottotitoli in italiano degli striscioni della Nord: «A voi che non siete genovesi» è la dedica per la Sud. Tra attimi di silenzio e cori di sfottò le squadre entrano per il riscaldamento e lo stadio si riempie in ogni ordine di posti. Cassano saluta i tifosi blucerchiati e si allena con l’ipod alle orecchie, i giocatori rossoblù corrono sotto la Nord accompagnati dal successo musicale del momento «I gotta feeling». Lo stadio rumoreggia, dalla parte rossoblu compare un enorme Grifone a dividere la gradinata, nella Sud si conferma la scelta di non preparare coreografie e ci si affida al bandierone e all’urlo «Genova è solo blucerchiata». Nei distinti, proprio sopra l’ingresso dei giocatori, lo striscione «Benvenuti al Ferraris, lo stadio del Genoa 1893». Entrano in campo le squadre e i pannelli luccicanti cromati di rosso e di blu cercano di accecare la gradinata Sud che alza la voce e accende i fumogeni e fuochi d’artificio tricolore per rispondere ai cugini. Ma questa è solo l’inizio. L’attenzione si sposta sul terreno di gioco.