Uno spettacolo teatrale per Dalla

«Questa tournée l’ho pensata come un viaggio-gioco»

Partirà con il suo nuovo tour teatrale proprio da Roma, con tre date dal 19 al 21 ottobre di «Il contrario di me, live 2007» al Sistina. L’inizio degli spettacoli di Lucio Dalla sarà alle ore 21, per quello che lo stesso cantautore bolognese definisce «Il tour più bello che abbia mai fatto».
Perché questo è il migliore show in tanti anni di carriera?
«Perché mi sento molto motivato da questo che è anche uno spettacolo teatrale. Ci saranno momenti di dialogo con il pubblico e momenti di recitazione. Questo tour è una cosa sperimentale, un viaggio-gioco. Ci sarà Malinconia d’ottobre, un omaggio a Pessoa ispirato dal monumento che ritrae lo scrittore a Lisbona, ma è anche il monologo recitato dall’attore Marco Alemanno sul testo Io e la mia ombra. Poi i ragazzi dellla band, mai così straordinaria, suoneranno sul palco come se fossero tra amici, senza particolari imposizioni da rispettare. Avere un pubblico di fronte che puoi guardare negli occhi è senz’altro più stimolante di quello “invisibile” che ti trovi di fronte negli stadi».
Ha adattato il suo show in funzione del Sistina?
«Ho scelto il Sistina perché è un posto dove il teatro c’è. Certamente l’idea di suonare in un posto come questo mi ha fatto venir voglia di reinventare lo spettacolo. Poi vengo da esperienze meravigliose come quello della Tosca, che volevo in qualche modo convogliare anche nelle mie tournée».
Il suo ultimo disco «Il contrario di me» pubblicato a fine giugno, arriva dopo cinque anni dall’ultimo di inediti. Come è maturato?
«In assoluta libertà. Con impegno ma anche con leggerezza. Scrivevo canzoni mentre mi trovavo sulla mia barca in Sicilia, tra una regia e l’altra della Tosca, anche nelle pause delle lezioni che ho tenuto all’università di Urbino».
Nel disco una canzone come «Inri» che lei ha cantato a Loreto davanti a Papa Ratzinger.
«Con sorpresa sono stato contattato dal Vaticano e mi han chiesto di cantare in quell’occasione. Mi son trovato davanti a centinaia di migliaia di religiosi e fedeli, ed è stata un’esperienza molto arricchente».
La musica sopravvivrà a Internet e alla possibilità di scaricare i dischi anche gratuitamente?
«Non passo la mia vita a pormi il problema di non farmi piratare. Sono legalitario quando posso, ma a volte non è possibile una regolamentazione. Anche perché coloro che dovrebbero fare le leggi non conoscono internet, il download se non per sentito dire. Secondo me, c’è qualcosa che non funziona nella produzione e nella distribuzione, perché a volte non si trovano i dischi nei negozi. Oggi il nostro guadagno non arriva certo dai cd».
Roma o Bologna?
«Bologna oggi è una città a rischio che ha perso la sua anima e si è chiusa in se stessa. Anche se penso che Cofferati stia operando bene in un contesto complesso. A Roma invece anche tra tanti problemi, tutti si sentono a casa».