La Spezia, abbattuto l'ecomostro della Palmaria

Cinquanta kg di esplosivo, 672 candelotti di gelatina: così è stato fatto crollare lo "Scheletrone", il più brutto ecomotro d'Italia, quello dell'isola Palmaria

La Spezia - Sono stati usati 672 candelotti di esplosivo gelatinato, per un totale di 50 chili, inseriti nei 224 pilastri che compongono i sette piani dello "Scheletrone", per abbattere il più brutto ecomostro d’Italia, spina nel fianco dell’isola Palmaria, davanti a Portovenere, struttura costruita nel 1968 e sequestrata nel 1972 dalla pretura. Le cariche, innescate elettricamente, sono state fatte saltare con un impulso a 3mila volt dalla squadra di fuochini che, accompagnati dal direttore dei lavori e da alcuni incursori della Marina militare (custodi dell’esplosivo), si sono sistemati a 150 metri dalla costruzione, sull’isola. Le esplosioni sono avvenute in sei tempi, a 20 millisecondi l’una dall’altra. Secondo i programmi la prima parte della grande struttura di cemento armato è collassata completamente mentre la seconda struttura composta da sette piani si abbatterà, piano su piano, "sedendosi".

Esulta il sindaco "Finalmente cancelliamo una ferita che non speravamo più di riuscire a rimuovere dalla nostra terra": il sindaco di Portovenere Massimo Nardini ha commentato così l’abbattimento dell’ecomostro della Palmaria. Ora parte un progetto di rilancio, che parte dalla bonifica delle macerie, e prevede anche la realizzazione di una condotta sottomarina che porti acqua e gas, l’allacciamento con la rete fognaria, e investimenti per confermare la vocazione naturalistica dell’isola, che già ospita la fortezza del mare e un centro di educazione ambientale.