A La Spezia altra bomba «ecologista»

Il pm Laudi: «L’ordigno in Valle di Susa mi fa pensare agli anarchici di fine anni ’90»

Dopo la valle di Susa, «scoppia» anche La Spezia. Erano le 5 di ieri mattina quando un ordigno è esploso in un cassonetto dell'immondizia. Un gran botto, diverse finestre in frantumi e tanta paura per gli abitanti. Ma nessun ferito. Secondo gli investigatori probabilmente un gesto dimostrativo di anarco-insurrezionalisti legato alle annose polemiche sui rifiuti a Pitelli e rinfocolate recentemente un'inchiesta dei carabinieri su un traffico di rifiuti pericolosi tra la Toscana e la Liguria.
Intanto prosegue l’indagine sul pacco bomba piazzato lungo la statale del Moncenisio in Valle di Susa.
«Il volantino ritrovato venerdì a Bussoleno (quello con la stella delle Br, ndr), il linguaggio e la tecnica usata per confezionarlo, fanno intravedere molti parallelismi con i gruppi anarchici della fine degni anni '90». Volantino seguito venerdì notte da un pacco bomba in Val di Susa. Maurizio Laudi, pm aggiunto di Torino a capo del pool che indaga sugli attentati degli ecoterroristi tuttavia non è pessimista. E aggiunge: «Nonostante in Valle di Susa la protesta dei No tav aggreghi migliaia di persone questo “ordigno” potrebbe stavolta coagulare tutte le forze civili e democratiche, quelle che con la violenza e le intimidazioni non hanno nulla a che fare. Il fatto resta comunque preoccupante».
I comitati, intanto, per bocca di Alberto Perino, spiegano anche il perché del loro no alla linea Torino-Lione. Perino ieri ha fatto un viaggio all'interno del massiccio dell'Ambin, quello in cui dovrà essere realizzato il tunnel di 52 km. per unire Italia e Francia. Il luogo è una vecchia miniera di uranio abbandonata sopra Venaus, dove sono rimasti un paio di cunicoli lunghi non più di 100 metri.
«Abbiamo voluto dimostrare a chi era scettico che la zona è radioattiva e che una eventuale perforazione della montagna potrebbe creare una catastrofe ecologica. Uranio e amianto sono due elementi che rovinerebbero la vita agli abitanti della Valle di Susa».