Spezia in bilico Burrafato vicino al ballottaggio

A due terzi delle sezioni scrutinate l’Unione appena sopra il 50%

da La Spezia

La lunga notte elettorale della Spezia è sembrata non finire più. Lo spoglio, in una situazione di grande incertezza, è proceduto con estrema lentezza durante la notte. Alle 22.15, a due terzi delle sezioni scrutinate, la parola ballottaggio è quella che si è sentita maggiormente pronunciare. Massimo Federici, Gianluigi Burrafato, Enrico Schiffini e Arturo Fortunati hanno giocato su una manciata di voti, senza garantire una posizione di netta superiorità.
Una situazione di estrema incertezza, con grande tensione nei vari point elettorali. Quando erano state scrutinate 62 sezioni su 97 Federici (Unione) superava appena il 50%, troppo poco per avere la certezza di passare al primo turno, Burrafatto (Cdl) viaggiava sul 40%, Schiffini appena sotto il 9% (tutti voti che potrebbero andare al centro destra in caso di ballottaggio) e Fortunati sul 2%. Ogni sezione scrutinata ribaltava la situazione, senza dare mai certezza su nulla.
Come mai questo blocco? La domanda è rimasta in bocca a tutti coloro che hanno cercato il bandolo della matassa nella lunga notte elettorale della Spezia, tanto che ad un certo punto non si è più commentato il dato elettorale, ma si è già parlato di alleanze per la nuova campagna elettorale.
Il gioco è stato così tutto sui numeri, con i candidati «sigillati» in attesa di percentuali ufficiali da commentare. «Se si rivotasse domani il 9% di Schiffini garantirebbe i voti necessari a Burrafatto per governare, mentre i voti di sinistra di Fortunati non basterebbero per dare continuità alla giunta Pagano con il suo delfino Federici», il commento più ricorrente nella sala stampa della prefettura.
Interessante anche il confronto sull'astensione per le comunali della Spezia, dove ha votato il 65,1% contro il 71,9% del 2002, data delle precedenti amministrative. Il calo c’è stato anche in provincia. A Lerici infatti ha votato il 71,3% contro il 73,7% del 2002 ed ad Ortonovo ha votato il 67,36% contro il 75,68% del 2002. Tra i dati statistici c'è da dire che gli elettori provinciali sono stati 115.284, avrebbero dovuto essere 193.305, nel comune di Spezia avrebbero dovuto votare 80.254 ed hanno votato 52.300, a Lerici avrebbero dovuto votare 9.943 ed hanno votato 7.092 ed ad Ortonovo hanno votato in 4.917 su 7.300 votanti.
Insomma, un'elezione dove ha inciso molto chi non è andato a votare, e visto il maltempo non si può nemmeno dire che abbia preferito una gita al mare. Nell'analisi, in vista di un ballottaggio annunciato, c'è anche il confronto con le elezioni provinciali che hanno confermato il centrosinistra ed hanno garantito continuità completa alla giunta uscente. Infatti nei collegi spezzini la vittoria del centrosinistra è stata molto netta, valori sul 60% per Marino Fiasella contro il 34% del candidato della Cdl Renato Chironna. Il dato del Comune è stato quindi influenzato dalle liste «alternative», prima tra tutte quella dell'ambientalista Schiffini che si pone come ago della bilancia raccogliendo un forte voto di protesta.