Spezia col fiato sospeso per la sentenza del Tar

da La Spezia

Sono ore di trepidante attesa per gli sportivi spezzini. In ballo c'è la sentenza del Tar sul «caso Arezzo». Un giudizio che potrebbe cambiare tutto ed azzerare, qualunque fosse il risultato del campo, le speranze di restare in B per lo Spezia. La sentenza, o meglio, il dispositivo, come annunciato la settimana scorsa, potrebbe anche arrivare in queste ore, il condizionale è però d'obbligo perché «i soliti ben informati» parlano di giudizio post play-out. Insomma tanta incertezza su cosa accadrà in questo fine campionato.
A modificare il risultato dello spareggio potrebbe essere così la battaglia legale della società del presidente Mancini, una guerra di carte bollate che è stata affidata all'Avvocato Pesce, dello studio romano «Ughi e Nunziante». Voci e controvoci, tutto però segnato da una costante incertezza rispetto alla decisione dei giudici amministrativi. Resta solo l'attesa con chi si dice certo che la sentenza potrebbe essere presa in qualunque momento, oggi compreso. L'Arezzo aveva opposto il ricorso al Tar del Lazio lo scorso 12 febbraio dopo avere esperito tutte le possibilità legali permesse dalla giustizia sportiva: in tutti i gradi di giudizio (compresa la Camera di Conciliazione ed Arbitrato del Coni) la società toscana era stata ritenuta responsabile di illecito e la penalizzazione era sempre stata confermata. La sanzione alla società amaranto era stata elevata nell'ambito della seconda tranche dell'inchiesta su Calciopoli che aveva visto coinvolte anche Reggina e Milan. Inizialmente si era determinata una penalizzazione di 9 punti, poi ridotta a 6 in appello: la sanzione risultava notevolmente inferiore alle richieste del Procuratore Federale che aveva chiesto la retrocessione dell'Arezzo in serie C con 3 punti di penalizzazione. Tra le varie società penalizzate nell'ambito delle due inchieste sportive su Calciopoli solo l'Arezzo ha opposto ricorso al Tar: la Juventus, in realtà, aveva presentato un ricorso che è poi stato ritirato.
Intanto mancano poche ore anche dal fischio d'inizio di Spezia-Verona, gara di andata dei play-out di serie B, e la febbre in città sale a livelli vertiginosi. Grande coda ieri nel primo giorno di vendita alla biglietteria dello Stadio Alberto Picco in Viale Fieschi, un tormentone che seguirà gli sportivi, presenti davvero in folta quantità, fino a quando non sparirà l'ultimo tagliando. E la certezza è che spariranno, tutti in fretta. Da Verona sono già 3.000 le richieste di biglietti da parte della tifoseria scaligera, ma ne saranno disponibili soltanto 2.000, questo potrebbe provocare qualche malumore e qualche problema.
Intanto mister e squadra restano molto concentrati. «Quello che più conta è l'aspetto mentale». Lo spiega il mister Antonio Soda. «L'importante è esserci con la testa - prosegue - È un doppio confronto dal quale dipende il futuro: B o C1 in 180 minuti». Oggi la squadra si allenerà sul rettangolo dell'Alberto Picco dalle ore 19, mentre giovedì rifinitura mattutina e poi consueto ritiro in attesa della gara di andata dei play-out della serie B tra Spezia e Verona di venerdì con inizio alle ore 19. Fisicamente soltanto qualche problema per Frara al quale la pubalgia non dà tregua. Quasi quasi, meglio così, almeno l'allenatore non dovrà sforzarsi per cambiare la formazione che ha messo sotto la Juventus. «Fusco ce la dovrebbe fare nonostante il colpo subìto all'Olimpico di Torino - Soda assicura - la squadra si impegnerà alla morte».