Spezia, la Fondazione di nuovo su Tonellotto

(...) Intanto Ruggieri non è più a capo dello Spezia Calcio. Al suo posto è arrivata Cristina Cappelluti, già dirigente della società (nel gruppo portato a Spezia da Ruggieri), di Alessandria, 40 anni, sposata, madre di un bimbo di 3 e una laurea di filosofia in tasca, Cristina Cappelluti si tuffa nell’avventura con grande entusiasmo. «Dobbiamo salvare la società e difendere la categoria pur ridimensionando il budget - spiega -. Ho accettato l’incarico perché dopo tanti mesi spesi per salvare la società bianca sarebbe stato ingiusto tirarmi indietro. Sono partita con l’handicap di essere donna in un ambiente prettamente maschilista. Una scuola dura, ma molto efficace. Credo che l’ostinazione femminile mi abbia fatto superare molte difficoltà». Ma c’è da fare i conti con un budget in crisi, attualmente allo Spezia servono almeno 600mila euro al mese lordi per il pagamento dei calciatori da ottobre fino al termine del campionato, oltre alle altre spese. Si parla di almeno 6 milioni di euro.
«Tenteremo di scendere fino a 450-500 mila euro al mese per gli stipendi - chiude la neo presidente -. Più ci sono debiti pregressi, 3 milioni e mezzo circa da trattare con i fornitori. Accettando la carica di presidente ci ho messo la faccia e non voglio perderla. Quindi credo nel progetto di risanamento che può approdare alla salvezza in campionato. Ai calciatori ho raccontato la verità. Ho detto che ci sono problemi di liquidità e che certi ingaggi non possiamo più permetterceli». Il prossimo futuro parla però di cessioni inevitabili, il primo nome che circola è quello di Colombo.
E ora la serie D, dove nella bufera è finita la squadra del Foce Lunezia che milita nel girone E. I giocatori infatti rifiutano di proseguire gli allenamenti fino a che non sarà fatta chiarezza sul futuro societario. Un vero sciopero che interessa tutta la rosa. «Se ci saranno le condizioni - spiegano i giocatori - per poter proseguire l’avventura saremo i primi a fare il possibile per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo prefissatoci ad inizio campionato». La società promette interventi immediati. Dalla soluzione di alcuni problemi logistici e di allenamento fino al pagamento degli stipendi arretrati. Matteo Chemi, direttore sportivo, spiega: «A breve saranno date alla rosa le giuste risposte. Saranno pagati gli arretrati ma sopraTtutto sarà resa più solida la società con l’ingresso di nuovi imprenditori. Qualora ciò non si verificasse valuteremo, insieme ai giocatori, la situazione. A quel punto chi vorrà potrà essere libero di andarsene. Giocheremo con la Juniores». Il Foce Lunezia nasce dalla fusione di tre realtà calcistiche tra Liguria e Lunigiana: Foce Vara, Podenzana e Aullese che la scorsa estate hanno deciso di mettere insieme le forze per disputare insieme il campionato di Serie D. Al momento il Foce Lunezia è quart’ultimo in classifica, reduce da quattro sconfitte consecutive, l’ultima domenica a Livorno contro il Picchi.