Spezia, guerra tra Asl e Comuni I medici fanno lo sciopero estivo

Doveva essere la riunione per pianificare l'«estate sicura» della provincia spezzina, invece quella dell'altra mattina, in prefettura, si è trasformata in una bagarre dove a rischio c'è proprio la sicurezza di bagnanti e turisti. L'Asl, infatti, è stata chiara: se qualche Comune vuole il servizio di guardia medica estiva se lo paga, compreso quello di primo soccorso straordinario (ad integrare lo standard del 118 spezzino). Ma su questo onere gli enti locali (parliamo di cifre che vanno dai 2300 euro di Vernazza ai 48mila del quartetto Spezia, Lerici, Porto Venere e Parco Nazionale 5Terre) hanno fatto fronte comune ed il progetto «estate sicura» - quello che dovrebbe garantire una «continuità assistenziale» durante i mesi di luglio e agosto con un carico di turisti e molti medici in ferie - potrebbe definitivamente saltare. Questo in zone dove nel periodo estivo si passa da 15 a 100 mila abitanti. Niente più guardia medica turistica, ma neppure più vedetta con medico ed infermiere in mare. Questo con il rischio di dover chiamare l'ambulanza per una scottatura o una puntura di riccio, oppure con le unità di soccorso ordinarie impegnate a gestire «traffici» decuplicati.