Spezia, Moraglia nuovo vescovo

Sarà resa nota oggi, salvo improbabili sorprese dell’ultima ora, la nomina del nuovo vescovo di La Spezia. A darne l’annuncio sarà lo stesso cardinale Angelo Bagnasco, che a mezzogiorno convocherà i responsabili degli uffici diocesani e la stampa locale: la scelta di Papa Benedetto XVI è caduta su monsignor Francesco Moraglia, 53 anni, direttore dell’Ufficio per la cultura e l’università della diocesi di Genova. Moraglia sostituirà monsignor Bassano Staffieri, il prelato lodigiano alla guida della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato dal 1999.
Nato a Genova, Moraglia è entrato in seminario dopo aver frequentato il liceo statale Colombo. È stato ordinato sacerdote dal cardinale Giuseppe Siri nel 1965 e si è quindi laureato in teologia dogmatica all’Urbaniana di Roma. Negli ultimi 23 anni ha insegnato dogmatica in seminario, è stato viceparroco, è diventato direttore dell’Ufficio per la cultura e l’università, dell’Istituto di Scienze religiose e dell’Istituto di teologia per laici, assistente dei Meic e canonico della cattedrale.
È certamente uno dei personaggi di maggiore spicco della Chiesa genovese per preparazione culturale ed è stimato e apprezzato soprattutto per l’approccio pastorale ai problemi. L’Ufficio cultura della diocesi, sotto la sua direzione, ha saputo confrontarsi con i non credenti e le persone lontane dalla fede e non ha mancato di intervenire per fare chiarezza nel dibattito, come nel caso delle polemiche generate dal romanzo «Il Codice da Vinci».
Chi lo conosce da vicino, di don Moraglia sottolinea il grande senso del dovere e la dedizione totale alla Chiesa. Ma anche l’assiduità alla lunga preghiera mattutina, nelle primissime ore del giorno. Grazie a questa fedeltà, e alla capacità di trasmettere i contenuti della fede vissuti e meditati, il nuovo vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato ha avuto succesco come animatore giovanile e sono note e ricordate le sue conversazioni serali con i giovani durante i campi estivi.
Leggendo queste caratteristiche non è difficile ipotizzare come sarà il suo episcopato: cresciuto alla scuola di Siri e fedele collaboratore dei quattro cardinali suoi successori, il vescovo Moraglia sarà un pastore dedito con tutto se stesso alla diocesi. Che non mancherà di far sentire la voce della Chiesa sui grandi temi e i grandi problemi che agitano il mondo contemporaneo, in sintonia con le indicazioni date da Benedetto XVI ai cattolici italiani, al convegno di Verona dell’ottobre 2006: «La Chiesa e i cattolici italiani sono chiamati a cogliere questa grande opportunità, e anzitutto ad esserne consapevoli. Il nostro atteggiamento non dovrà mai essere quello di un rinunciatario ripiegamento su noi stessi: occorre invece mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale dell'Italia. Tocca a noi - non con le nostre povere risorse, ma con la forza che viene dallo Spirito Santo - dare risposte positive e convincenti alle attese della nostra gente».