La Spezia peggio di Napoli: incendi dolosi contro Acam

(...) L’altra notte sono stati infatti bruciati tre mezzi destinati al ritiro dei rifiuti, un rogo di chiara matrice dolosa che oltre ai tre camion ha segnato parte delle strutture della municipalizzata Acam. Atto vandalico o qualcos’altro? Non c’è alcuna pista certa dietro questo incendio che appare comunque molto inquietate perché segue di poche ore una conferenza stampa in cui i vertici dell’azienda avevano spiegato che i disservizi era frutto di una serie di problemi meccanici che avevano obbligato allo stop di parte del parco mezzi. L’altra notte ecco arrivare il rogo con degli ignoti che, scavalcando i cancelli, si sono introdotti all'interno del parcheggio dei mezzi Acam ed ha appiccato le fiamme. Gli incendiari hanno poi compiuto un gesto insolito, si sono introdotti in un ufficio per bruciare un pacco di dischi dei tachigrafi di una decina circa di camion, in pratica le scatole nere dei mezzi.
Per il presidente Garbini non ci sono dubbi sul fatto che l'incendio doloso sia un vero e proprio attentato: «Abbiamo chiesto scusa per i disservizi, abbiamo illustrato il bilancio, stiamo andando avanti con Hera. Eravamo coscienti dei problemi relativi alla raccolta sapendo che i mezzi non erano abbastanza, ed è per questo che mi ero attivato aumentando i turni, dove i lavoratori per primi non si sono tirati indietro, ed abbiamo affittato altri quattro mezzi. In settantadue ore avevamo già visto grandi risultati. A questo punto lavoreremo ancora di più, ora la mia preoccupazione principale è il servizio».
Così mentre si apre il fronte delle indagini sul giallo degli incendi non si chiude quello dell’emergenza per le strade. La differenziata, come è stata impostata in città, oggettivamente non funziona, ma non per questo si è deciso di ripensare o riorganizzare il servizio. Anzi con il placet dei locali amministratori lo si è esportato nel territorio con maggiore flusso turistico, cioè Porto Venere, dove si è aperto un nuovo fronte. Critico Giacomo Gatti, vice coordinatore provinciale del Pdl che punta il dito su Acam: «Negli ultimi sei-sette anni siamo riusciti a salvarci solo perché, in termini assoluti, i nostri quantitativi di rifiuti sono relativamente bassi e, pur facendo pagare uno sproposito la Tia ai cittadini per ammortizzare i costi dello smaltimento fuori provincia. Ma noi non abbiamo un termovalorizzatore né una discarica. Siamo sempre riusciti a piazzare i nostri rifiuti da qualche parte in giro per l’Italia».