Spezia-Pisa, il «no» che fa diventare amici anche i nemici

Sciopero dei tifosi aquilotti per il divieto di far venire i nerazzurri con i quali è sempre finita a botte

Un tempo Spezia-Pisa voleva voler dire problemi, scontri e danni. Quando queste tifoserie si incontravano le città diventavano terreno di guerriglia. Avversari, anzi nemici. Per loro hanno blindato quartieri, deviato il traffico, trasformato gli stadi in fortezze. I danni, negli anni, si sono calcolati in cifre da capogiro, auto danneggiate, stazioni distrutte, vetrine infrante, non sono certo mancati i feriti, gli arresti e le denunce. Quella delle tifoserie di Spezia e di Pisa, parliamo comunque sempre di calcio, è una storia di odio storico. Ora, dopo che per la delicata partita fra Spezia e Pisa l’Osservatorio Nazionale prima e la Prefettura della Spezia poi hanno deciso di vietare la trasferta ai tifosi pisani, gli ultras spezzini organizzano uno sciopero in segno di solidarietà verso i «colleghi» toscani.
A mettere in scena la protesta, prevista per oggi, è il Direttivo Curva Ferrovia, cioè il coordinamento dei tifosi spezzini, che ha inviato comunicato ufficiale per spiegare scelta e motivazioni.:
«Il Direttivo Curva Ferrovia - scrivono i tifosi - comunica che in occasione della partita Spezia Pisa, dalle ore 16, sarà osservato silenzio per i primi 45’ minuti di gioco per protestare contro le decisioni della Prefettura della Spezia e del Comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza in seguito alle indicazioni dell’Osservatorio nazionale, di non fare accedere i tifosi avversari. Tale decisione costituisce motivo di rammarico e fa perdere alla partita i connotati di derby avvincente ed appassionante che la città e la tifoseria tutta meritano avendo dimostrato in questi anni maturità sportiva ed affinità con questa categoria che forse in questa città solo noi tifosi meritiamo. Con questa decisione si è sferrato l’ennesimo attacco a questo sport che è unico momento di aggregazione per milioni di persone».
Chiaramente non tutti sono concordi con la scelta radicale, molti frequentatori dello stadio spezzino hanno dichiarato, scrivendo sui vari forum, di non sostenere la posizione radicale, ma sarà difficile vedere una spaccatura nella curva che è già al centro di molte tensioni.
La mancata presenza dei tifosi pisani è poi naturalmente il preludio di un analogo provvedimento nei confronti degli spezzini in occasione della partita di ritorno del 25 maggio.
Intanto lo stadio «Picco», da 48 ore, è tenuto sotto stretta sorveglianza dalle forze dell’ordine. In occasione di questo derby a rischio c’è il timore di qualche azione dimostrativa da parte dei tifosi pisani. Infatti a Pisa non è certo andato giù il «no» alla trasferta, una situazione ulteriormente peggiorata dal fatto che non ci sarà neppure la diretta televisiva per la zona di Pisa, come aveva richiesto la società nerazzurra per non penalizzare i propri tifosi. Lo ha deciso il prefetto di Pisa, Benedetto Basile, d’accordo con questore, carabinieri e guardia di finanza della città toscana. Insomma il fondato timore che qualche cane sciolto, considerata la vicinanza tra le due città, giunga alla Spezia a fare qualche brutto scherzo c’è. C’è un precedente, che risale agli anni ’80, quando alcuni tifosi della Lucchese entrarono di notte nella curva degli ultras dello Spezia e la cosparsero di letame.